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Notizie11 Maggio 2022

Il gas ce l’ha tagliato l’Ucraina, e nessuno protesta

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza la recente decisione dell'Ucraina di bloccare il gas russo, evidenziando l'indifferenza dell'UE. Si discute anche delle implicazioni economiche e politiche di questa azione, che influisce sul mercato energetico europeo.
Punti chiave
  • L'Ucraina ha bloccato il passaggio del gas russo verso l'Europa.
  • La decisione ha suscitato il silenzio assordante di Bruxelles.
  • Ursula von der Leyen non ha espresso solidarietà all'Ucraina.
  • Gazprom sostiene che il gas può seguire altre rotte.
  • Il prezzo del gas europeo è aumentato del 25% dopo il blocco.
L'articolo

Altro che la Russia. Alla fine il gas ce l’ha tagliato l’Ucraina: e proprio nel momento in cui una grossa società tedesca, la VGN, ha accettato di pagare il gas russo in rubli, come del resto l’Ungheria e, pare, vari altri Stati UE.

Il pagamento in rubli è in sostanza un modo per continuare ad avere il vitale gas russo aggirando le sanzioni alla Russia che l’UE ha istituito. L’Ucraina, chiudendo il rubinetto, di fatto ha detto che l’aggiramento non s’ha da fare e ha dettato un’altra volta la linea dell’UE, pur non facendone parte. Una linea che prevede di fare piangere la Russia a tutti i costi: anche a costo di non importare più energia e di piangere noi stessi molto di più.

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Assordante il prono silenzio di Bruxelles.  Quando la Russia ha chiuso il gas a Polonia e Bulgaria – due falchi antirussi che hanno rifiutato il pagamento in rubli – la presidente della Commissione Europea si è rumorosamente e pomposamente  indignata per quello che ha definito un ricatto della Russia. Stavolta tace. Nessun tentativo di aggiustare le cose in Ucraina. Neanche una parola di solidarietà per chi si ritrova col gas tagliato: che una parola non costa niente e non ha neanche effetti pratici.

Ma una parola sarebbe stata simbolica, e simbolico è anche tacere. Ursula von der Leyen, evidentemente, condivide la visione del mondo dell’Ucraina: l’Europa è lo zerbino degli USA; il principale compito dell’UE  è quello di soffrire nel tentativo di far soffrire la Russia.

La cronaca. Ieri, martedì, l’Ucraina ha deciso di bloccare il passaggio del gas russo nel punto di compressione di Novopskov e nella vicina stazione di misurazione  Sokhranivka. Si trovano in territorio occupato dalle truppe russe. Secondo l’Ucraina, passa di lì il 33% circa del flusso destinato all’Europa occidentale. Secondo il colosso del gas russo Gazprom, invece, passa di lì solo (si fa per dire) il 25% del gas.

Come giustificazione, l’Ucraina ha citato “cause di forza maggiore” legate a “interferenze” da parte delle forze di occupazione. Ha inoltre affermato che il gas russo diretto ad Ovest può seguire la rotta che passa per Sudzha, situata in territorio controllato dall’Ucraina.

Per trovare la versione completa dei fatti secondo Gazprom bisogna far ricorso a fonti provenienti dall’Azerbaijan. Gazprom dice che il punto di compressione Novopskov è sotto il controllo dell’esercito russo dal 9 marzo e che da allora ha sempre funzionato normalmente. I tecnici ucraini hanno continuato e continuano a lavorare a Sohranovka e Novopskov. Nessuno si è mai lamentato. Non esistono ostacoli ad andare avanti così.

Inoltre – e questo lo riportano con chiarezza le fonti occidentali – secondo Gazprom è tecnicamente impossibile dirottare il gas verso Sudzha.

Infatti oggi il flusso gel gas russo verso l’Europa è diminuito del 25%. Il prezzo del gas europeo, già stratosferico, è ancora aumentato. Non si registrano contromosse e nemmeno proteste o pressioni sull’Ucraina da parte dei Paesi che si ritrovano con meno gas. In Europa, Washington e Kiev in questo momento vanno di moda molto più che Mosca.

GIULIA BURGAZZI

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