Il capo della Cia e il ministro degli Esteri vaticano a Mosca nello stesso giorno. L'inchiesta di Milena Gabbanelli sull'asse Putin-Trump che torna in auge. L'impazzimento mediatico attorno alla difterite proprio dopo la caduta di Fauci. Facciamo il punto con Gianmarco Landi.

Recentemente, la visita del direttore della CIA, John Ratcliff, a Mosca ha sollevato interrogativi significativi riguardo alle dinamiche geopolitiche attuali. La coincidenza di questa visita con quella del ministro degli Esteri vaticano, monsignor Gallagher, nella stessa giornata, ha alimentato speculazioni su un possibile asse tra Washington e Mosca, un'alleanza che, secondo Gianmarco Landi, è diventata sempre più palese.
Landi sottolinea come, al di là delle dichiarazioni ufficiali, esista una collaborazione sotterranea tra l'amministrazione americana e la presidenza russa. Questa alleanza, a suo avviso, si estende a questioni di potere fondamentali, in particolare nel campo dei servizi segreti. L'interesse di entrambe le parti sembra convergere su tematiche cruciali come la questione dell'Ucraina e le trasformazioni nel sistema finanziario globale, che potrebbero portare a una nuova era di moneta sostenuta da asset fisici, piuttosto che da debito.
In questo contesto, l'arresto del vicecapo della presidenza ucraina, avvenuto poco prima della visita di Ratcliff, ha aggiunto un ulteriore elemento di complessità. Questo arresto, avvenuto in un clima di crescente tensione tra Ucraina e Russia, potrebbe indicare un cambiamento nei rapporti di potere all'interno dell'Ucraina e un possibile allontanamento dalle politiche di Zelensky. Landi evidenzia come questi eventi, apparentemente scollegati, siano in realtà parte di un disegno più ampio che coinvolge le relazioni tra Stati Uniti, Russia e Vaticano.
Landi, inoltre, fa riferimento a un'inchiesta di Milena Gabbanelli che mette in luce come i conflitti geopolitici siano anche influenzati da dinamiche finanziarie. Secondo lui, il ruolo degli Stati Uniti, e in particolare di Donald Trump, è cruciale in questo scenario, poiché la sua amministrazione ha cercato di smantellare l'influenza delle élite finanziarie globali. La lotta contro il potere delle banche centrali e il tentativo di stabilire un nuovo ordine finanziario sono, secondo Landi, al centro delle attuali tensioni globali.
In sintesi, gli sviluppi recenti suggeriscono che il panorama geopolitico stia attraversando una fase di trasformazione profonda. L'asse Washington-Mosca, sebbene non ufficialmente riconosciuto, potrebbe rappresentare un nuovo paradigma che sfida le narrazioni prevalenti. La questione di come questi rapporti influenzeranno gli equilibri di potere globali rimane aperta, ma le implicazioni potrebbero essere significative per il futuro delle relazioni internazionali.
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