Rubare i soldi della Russia e darli alla corrottissima Ucraina. L’ideona del capo della diplomazia UE

Non limitarsi a congelare i soldi che la banca centrale della Russia detiene all’estero, ma prenderglieli – sarebbe meglio dire rubarglieli – e darli all’Ucraina per ricostruire ciò che va distrutto con la guerra. Non esistono precedenti per la mossa suggerita dal capo della diplomazia (diplomazia?) dell’Unione Europea, Joseph Borrel, attraverso un’intervista al Financial Times.

Borrell è colui che ha rottamato con un tweet la retorica dei “70 anni di pace” garantita dall’UE. La proposta sui soldi della Russia suggella il suo ruolo di testa di cuoio del bellicismo occidentale. Essa inoltre rende evidente il concetto che l’Ucraina detta la linea dell’UE pur non facendone parte. L’idea di prendere (e non solo congelare) i soldi della Russia e darli all’Ucraina viene infatti dall’Ucraina stessa. Addirittura il presidente degli Stati Uniti, Biden, è stato finora più prudente. Ha parlato di vendere i beni degli oligarchi russi congelati dalle sanzioni. E gli oligarchi non sono lo Stato.

Su suggerimento di Draghi, all’inizio della guerra l’UE, gli USA e altri Paesi occidentali hanno congelato centinaia di miliardi di dollari depositati all’estero dalla Banca centrale della Russia. E’ la sua riserva valutaria. Si tratta del “tesoro” che ogni Stato possiede e dal quale attinge per condizionare i tassi di cambio e salvaguardare la valuta nazionale.

Congelare i soldi detenuti all’estero dalla Russia vuol dire che nessuno può usarli, neanche la Russia. Tuttavia “congelare” non significa “dare a qualcun altro”. Un giorno o l’altro, si suppone, la Russia tornerà a disporne.

I precedenti congelamenti dovuti a sanzioni infatti non hanno intaccato la proprietà dei beni, ma solo (si fa per dire…) la possibilità di disporne. E’ stato questo il caso anche dell’oro venezuelano depositato presso la Banca d’Inghilterra.

Nell’intervista al Financial Times, Borrell sostiene che la sua idea di requisire i beni della Russia depositati all’estero ha un precedente con l’Afghanistan. In realtà il caso afghano sembra diverso.

E’ vero, il presidente USA Biden ha recentemente disposto il sequestro di 7 miliardi depositati negli USA dalla Banca Centrale dell’Afghanistan. Andranno ai parenti delle vittime dell’11 settembre e al popolo afghano, sotto forma di aiuti umanitari.

Tuttavia esistono due differenze rispetto ai soldi che la Russia ha depositato all’estero. Innanzitutto, l’Afghanistan è sottoposto a sanzioni per via del terrorismo: e non è questo il caso della Russia. Soprattutto, ed è la seconda differenza, dal punto di vista legale non era chiaro chi aveva il diritto ad usare i 7 miliardi afghani: mentre i soldi della Russia sono della Russia senza se e senza ma.

Se i soldi della Russia andranno all’Ucraina, sarà divertente vedere cosa l’Ucraina ne farà. Anche se ora è politicamente scorretto ricordarlo, prima della guerra era unanimemente riconosciuta come brutta, cattiva e corrotta fino al midollo. Senza contare che ora l’Ucraina succhia soldi e aiuti mentre i suoi oligarchi sfruttano le esenzioni legate alla guerra per importare a manetta auto costosissime e beni di lusso.

I soldi della Russia farebbero certo comodo ai Paperoni dell’Ucraina. Sarebbero una gustosa fetta di torta da spartire fra coloro che di fatto controllano a proprio vantaggio i gangli dello Stato. Che questo sia l’andazzo in Ucraina, non lo dice mica Putin. L’ha anzi messo nero su bianco nel settembre scorso la Commissione Europea.

GIULIA BURGAZZI

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