Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, annuncia la nuova strategia dell'Unione per la salute globale... all'evento della Bill & Melinda Gates Foundation, il "Gran challenges annual meeting". E cioè in un contesto privato, con tanti saluti all'Europarlamento. Ma non c'è solo la scortesia istituzionale. I piani europei per la gestione delle pandemie, presenti e future, si collegano al giro d'affari della carne artificiale, del cibo a base d'insetti nonché alla disincentivazione di prodotti tipici come vino, olio, formaggi, salumi. Il tutto in nome della "salute", appunto. In che modo ciò sta accadendo, ce lo spiega il giornalista de La Verità Carlo Cambi. Qualche anticipazione? C'entrano l'Ecdc (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il cui mandato è stato esteso proprio adesso); i programmi "Farm to Fork" e "Beca"; le etichette finalizzate alla per così dire rieducazione del consumatore, del tipo "Nutriscore". E ulteriori delizie sono attese per novembre - Il punto di mercoledì 26 ottobre 2022
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Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha recentemente presentato la nuova strategia dell'Unione per la salute globale durante il "Gran Challenges Annual Meeting", un evento organizzato dalla Bill & Melinda Gates Foundation. Questa scelta di presentare i piani all'interno di un contesto privato solleva interrogativi sulla trasparenza e sull'inclusione delle istituzioni europee, in particolare l'Europarlamento, che rappresenta i cittadini europei. La decisione di bypassare l'organo legislativo europeo per annunciare investimenti significativi in sanità e alimentazione, a favore di attori privati come Bill Gates, evidenzia un potenziale conflitto di interessi e una tendenza crescente verso la privatizzazione della salute pubblica.
La strategia di von der Leyen prevede investimenti che superano i 450 milioni di euro per la prevenzione delle pandemie e 7 miliardi di euro per la sicurezza alimentare. Questi fondi, tuttavia, non sono privi di controversie, poiché si collegano a iniziative che promuovono alimenti alternativi, come la carne sintetica e i cibi a base di insetti, a scapito di prodotti tradizionali europei come vino, olio e formaggi. La Commissione, attraverso programmi come "Farm to Fork", sta cercando di ristrutturare il panorama alimentare europeo per soddisfare le esigenze di un'agenda ambientale, ma questo potrebbe comportare il rischio di una perdita della biodiversità e della qualità dei prodotti tipici.
Un aspetto preoccupante è l'estensione del mandato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), che ora si occupa non solo di malattie infettive, ma anche di questioni alimentari. Questo approccio potrebbe portare a una regolamentazione più severa su alimenti tradizionali, mentre si favoriscono alternative che beneficiano investitori privati. La questione delle etichette nutrizionali, come il "Nutriscore", potrebbe ulteriormente penalizzare i prodotti tipici, creando una sorta di discriminazione nei confronti delle tradizioni culinarie europee.
Le politiche alimentari dell'Unione Europea sembrano quindi orientate verso una standardizzazione che privilegia la produzione industriale e l'innovazione tecnologica a scapito della tradizione. L'introduzione di misure fiscali punitive e la limitazione della promozione di prodotti tipici rappresentano un attacco diretto a un settore fondamentale per l'economia di molti paesi europei, tra cui l'Italia. La crescente influenza di attori privati come Bill Gates nella definizione delle politiche sanitarie e alimentari solleva interrogativi sulla direzione futura della salute pubblica in Europa e sulla salvaguardia delle tradizioni alimentari.
In un contesto in cui la salute e l'alimentazione sono sempre più interconnesse, è fondamentale che le istituzioni europee mantengano un ruolo centrale nel garantire la sicurezza alimentare e la salute pubblica, evitando di delegare queste responsabilità a entità private. La sfida sarà quella di trovare un equilibrio tra innovazione, sostenibilità e rispetto delle tradizioni, per garantire un futuro alimentare che tuteli la diversità e la qualità dei prodotti europei.
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