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Energia9 Novembre 2022

Clamoroso dietrofront Ue, addio al tetto al prezzo del gas che piaceva a Draghi e von der Leyen: “Richiesta impossibile”

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza il dietrofront dell'Ue sul tetto al prezzo del gas, evidenziando l'impossibilità di attuare l'idea sostenuta da Draghi e von der Leyen. Si discute anche delle conseguenze delle sanzioni alla Russia e delle misure adottate dall'Ue per affrontare la crisi energetica.
Punti chiave
  • L'Ue abbandona l'idea del tetto al prezzo del gas.
  • La Russia minaccia di chiudere i rubinetti in caso di attuazione.
  • Un tetto di prezzo per i consumatori non è mai stato discusso.
  • Rimangono in piedi solo razionamento e misure di emergenza.
  • Le sanzioni contro la Russia sono state adottate rapidamente.
L'articolo

Dopo mesi di intensa riflessione, Bruxelles dice addio all’ideona dell’ex primo ministro Mario Draghi, abbracciata con ardore pure dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, e caricata di aspettative salvifiche dai grandi media italiani.

Ebbene: del tetto al prezzo del gas alla fine non si farà niente.

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Il requiem è stato annunciato in data 8 novembre 2022 dalla solitamente ben informata agenzia di stampa Reuters.

In traduzione:

La Commissione Ue ha detto che il tetto al prezzo del gas, così come richiesto, è impossibile.

Il tetto era un’idea che non stava in piedi e che non poteva funzionare. Innanzitutto la Russia ha più volte annunciato che, in caso di sua applicazione, avrebbe immediatamente chiuso i residui rubinetti, dai quali passa ancora un vitale filo di gas diretto fra l’altro in Italia. Quanto al resto del gas, a cominciare da quello liquefatto e trasportato via nave, un tetto di prezzo giudicato non conveniente avrebbe allontanato i potenziali fornitori.

Poteva semmai avere un senso un tetto di prezzo applicato esclusivamente ai consumatori, ma non ai fornitori. Un calmiere per le bollette, insomma, finanziato grazie al denaro pubblico con annessa rottamazione dei vincoli di bilancio. Ma di questo tipo di tetto l’Ue non ha mai parlato.

L’Ue ha parlato invece per molti mesi di tutti gli altri tetti possibili e immaginabili. L’ultima versione era quella del tetto dinamico con applicazione subordinata a sette condizioni. Appunto questa idea, a quanto scrive l’agenzia Reuters, ora ha fatto naufragio durante l’ennesimo summit. Resta in piedi l’ipotesi di un nebuloso meccanismo volontario (non obbligatorio) di correzione del mercato.

E dunque il razionamento del gas (vale a dire il piano Cingolani) e quello dell’energia elettrica sono le uniche misure sostanziali che l’Ue è riuscita ad adottare per far fronte alla drammatica crisi dell’energia nata dalle sue stesse scelte politiche: le sanzioni alla Russia.

Curioso, questo fatto. L’Ue ha impiegato praticamente un amen per adottare le sanzioni contro la Russia. Ha impiegato un amen per le sanzioni e ha riservato la sua proverbiale rissosità interna ai summit relativi alle possibili vie d’uscita. Sarà mica perché le sanzioni sono caldeggiate dagli Stati Uniti, i quali non mettono bocca a proposito delle soluzioni?

In ogni caso, stanno per entrare in vigore le sanzioni Ue sul petrolio russo. Soluzioni per sostituirlo, ancora non se ne vedono all’orizzonte. Si possono ragionevolmente prevedere mesi e mesi di summit. Se la situazione non fosse drammatica, sarebbe il caso di preparare tonnellate di popcorn.

GIULIA BURGAZZI

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