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Notizie7 Settembre 2022

Il piano di Cingolani per risparmiare il gas e i motivi per cui difficilmente basterà

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza il piano del ministro Cingolani per ridurre i consumi di gas, evidenziando l'inefficacia delle misure proposte. Si discute anche della difficoltà di raggiungere gli obiettivi di risparmio previsti.
Punti chiave
  • Il piano mira a risparmiare 8,2 miliardi di metri cubi di gas.
  • Tre quarti dei risparmi deriverebbero da comportamenti individuali obbligatori.
  • Si prevede l'uso di combustibili alternativi, come carbone e gasolio.
  • Le misure comportamentali a costo zero sono poco realistiche e già praticate.
  • C'è scetticismo sulla reale efficacia delle riduzioni di riscaldamento proposte.
L'articolo

Il ministero della Transizione Ecologica ha pubblicato ieri, martedì 6 settembre, il piano per ridurre i consumi di gas durante l’inverno. Il documento del ministro Cingolani evita accuratamente il vocabolo “razionamento”: ma di questo in sostanza si tratta. Contiene misure che difficilmente basteranno per ottenere i risultati sperati.

Cingolani mira a risparmiare 8,2 miliardi di metri cubi di gas, cioè circa il 15% del consumo invernale. I tre quarti di questi risparmi deriverebbero da nuovi comportamenti individuali: soprattutto dalla riduzione obbligatoria del riscaldamento.

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L’altro quarto dei risparmi previsti (2,1 miliardi di metri cubi) verrebbe ottenuto usando combustibili diversi dal gas per produrre energia elettrica. Si tratta in sostanza di bruciare carbone e gasolio, che sono davvero sporchi ed inquinanti. Ecco la tabella ministeriale riassuntiva.

piano cingolani riduzione consumi gas

Meritano due parole le “misure comportamentali” con le quali il piano del ministro Cingolani conta di risparmiare 2,7 miliardi di metri cubi di gas, che salirebbero a 2,9 miliardi grazie alle “misure comportamentali con investimento iniziale”, cioè grazie alla sostituzione dei vecchi elettrodomestici con altri, nuovi, che consumano meno.

Nonostante i due spicci di bonus governativi, chi ha i soldi, ora, per cambiare gli elettrodomestici? Ma non è questo il punto, perché il risparmio calcolato dal ministro sarebbe comunque molto modesto. Piuttosto, sono strabilianti le “misure comportamentali a costo zero” sulle quali conta Cingolani.

Si tratta di spegnere il frigo prima di andare in vacanza e di usare lavatrici e lavastoviglie a pieno carico. Ma chi non lo fa già? Forse il ministro non se n’è accorto, ma le bollette sono insopportabilmente alte e nelle case si fa di tutto per risparmiare energia. Cingolani conta poi sul gas risparmiato scaldando la casa anche con le pompe di calore usate per il raffrescamento estivo. A parte che sono elettriche, quanti le possiedono?

Così, stringi stringi, le “misure comportamentali a costo zero” si riducono a docce brevi e più fredde; lucine degli stand-by spente; minore impiego delle lampadine e del forno; pastasciutta cotta senza fuoco. La ricetta è ormai celeberrima: buttare la pasta, aspettare che l’acqua riprenda il bollore, incoperchiare la pentola, spegnere il gas, assaggiare per vedere quando è cotta.

A prescindere dall’ebbrezza che si prova cenando al buio o facendo la doccia fredda, c’è da dubitare assai che accorgimenti del genere consentano di risparmiare tutto il gas calcolato nella tabella di Cingolani.

C’è da dubitare assai anche del fatto che sia possibile risparmiare 3,2 miliardi di metri cubi di gas riducendo di un grado il riscaldamento nelle case, negli uffici e nei negozi; accendendo il riscaldamento con una settimana di ritardo; spegnendolo con una settimana di anticipo. Nella tabella, è la voce “Misure di contenimento relative al riscaldamento invernale”. Non è affatto detto che abbassare i termosifoni comporti una riduzione dei consumi così alta.

E dunque, se non basteranno i termosifoni abbassati, le docce fredde e la pastasciutta cotta senza fuoco, cosa ci riserva per l’inverno il ministro Cingolani?

GIULIA BURGAZZI

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