Il petrolio ripete il copione del gas. Ovvero, le sanzioni relative al petrolio russo ci lasceranno in braghe di tela. E l’idea di sostituirlo con petrolio americano, suggerita pure dall’amministratore delegato dell’Eni, non sembra tanto fattibile.

Il 5 dicembre 2022 entrerà in vigore nell’Unione europea il divieto di importare petrolio russo via mare. Via oleodotto, il petrolio russo va all’Ungheria: che è riuscita a tenerselo. Non risulta che, prima di istituire il divieto, l’Ue si sia assicurata equivalenti approvvigionamenti alternativi.

Come faremo? Dovremo contare di più sul petrolio statunitense, è una delle risposte che vanno per la maggiore. Ne ha data una del genere anche l’amministratore delegato Eni, Claudio Descalzi. Solo che gli Stati Uniti non hanno petrolio da esportare, o ne hanno giusto un goccino.

Con l’entrata in vigore delle sanzioni sul petrolio russo arrivato via mare, l’Unione europea perderà complessivamente circa 2 milioni di barili di greggio al giorno. Grossomodo il 20% dei suoi consumi. L’Italia importa dalla Russia circa l’11% del petrolio.

Il 20% e l’11% potrebbero anche non sembrare una gran cosa: in realtà sono più che sufficiente per creare difficoltà all’economia e alla vita quotidiana. Oltretutto bisogna mettere in conto la decisione che i Paesi Opec produttori di petrolio hanno preso insieme alla Russia all’inizio dello scorso mese di ottobre: diminuire la produzione di 2 milioni di barili al giorno, che equivalgono grossomodo al 2% del consumo mondiale.

Come colmare il buco che si verrà ad aprire con  l’entrata in vigore delle sanzioni sul petrolio russo? Con il petrolio americano, così come adombra Descalzi? Tutto lascia pensare che sia solo una pia illusione. Ecco il grafico che la statunitense Eia (Energy information administration) ha pubblicato ad inizio anno. L’Eia è l’agenzia governativa che si occupa di statistiche e analisi relative all’energia. Il grafico riguarda esportazioni ed importazioni negli Stati Uniti.

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Gli Stati Uniti sono esportatori netti, è vero, di prodotti petroliferi (la linea color bordeaux chiaro in basso). Si tratta di combustibili liquidi come gasolio e benzina. Però sono importatori netti di petrolio (la linea color bordeaux scuro in alto). Il bilancio complessivo relativo all’insieme di petrolio e prodotti petroliferi (la linea blu) è vicinissimo allo zero, cioè all’autosufficienza pura.

E alla luce di questi dati l’Europa, per sostituire il petrolio russo, dovrebbe contare sul quello che arriverebbe dagli Stati Uniti?

GIULIA BURGAZZI

 

 

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