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Il punto25 Ottobre 2022

Crepa nei dem Usa: “Biden negozi con la Russia” – Il punto del 25 ottobre 2022 con Franco Fracassi

A meno di due settimane dalle elezioni di medio termine, un manipolo di 30 deputati democratici "liberal" statunitensi, capeggiati da Pramila Jayapal, ha scritto una lettera al presidente Joe Biden, per chiedergli di avviare colloqui con la Russia e cercare una rapida soluzione al conflitto in Ucraina. Rishi Sunak è il nuovo primo ministro del Regno Unito: il suo curriculum e le pressioni dei mercati suggeriscono che intraprenderà politiche di taglio e contenimento della spesa pubblica. Ciò mentre i rincari e la crisi riducono alla povertà molti cittadini inglesi. Il congresso del Partito comunista cinese si è concluso: i cambi ai vertici voluti da Xi Jinping vanno letti nell'ottica di un rafforzamento dell'asse tra Pechino e Mosca. Facciamo il punto di martedì 25 ottobre 2022 assieme al giornalista Franco Fracassi

📺 Pubblicato su YouTube · Canale Visione TV
Franco Fracassi analizza la lettera di deputati democratici a Biden, chiedendo negoziati con la Russia. Si discute anche il nuovo premier britannico e le recenti dinamiche politiche in Cina, evidenziando l'asse Mosca-Pechino in un contesto di crescente tensione globale.

A meno di due settimane dalle elezioni di medio termine negli Stati Unito, una lettera firmata da 30 deputati democratici, guidati da Pramila Jayapal, ha sollevato un dibattito significativo all'interno del Partito Democratico. I firmatari hanno chiesto al presidente Joe Biden di avviare colloqui con la Russia per cercare una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina. Questo appello si inserisce in un contesto politico delicato, dove le tensioni interne al partito si fanno sempre più evidenti.

Nel testo della lettera, i deputati esprimono preoccupazione per l'escalation del conflitto e il rischio di un conflitto diretto tra Stati Unito e Russia, che potrebbe portare a conseguenze catastrofiche, inclusa la possibilità di un conflitto nucleare. Sottolineano inoltre le gravi ripercussioni economiche del conflitto, come l'aumento dei prezzi del grano e dei combustibili, che stanno aggravando la crisi globale di povertà e fame. Gli autori della lettera chiedono quindi un impegno diplomatico vigoroso per raggiungere un cessate il fuoco e una nuova architettura di sicurezza in Europa, che tenga conto delle esigenze di tutte le parti coinvolte.

Questo appello si colloca in un momento critico per il Partito Democratico, che si prepara ad affrontare elezioni cruciali. La lettera, firmata da deputati che si trovano nella necessità di riconquistare consensi, evidenzia una frattura tra le posizioni più liberali e quelle più militanti all'interno del partito. Non a caso, nessun senatore ha firmato la lettera, suggerendo che i deputati, più vulnerabili alle pressioni elettorali, sono più inclini a prendere una posizione critica nei confronti della linea dura adottata dall'amministrazione Biden.

La risposta della Casa Bianca, che ha affermato di non voler negoziare con la Russia senza il coinvolgimento dell'Ucraina, riflette una volontà di mantenere una posizione ferma nel conflitto. Tuttavia, la lettera dei deputati democratici mette in evidenza una crescente insoddisfazione tra le fila del partito, dove si avverte la necessità di considerare alternative diplomatiche in un momento in cui l'economia statunitense mostra segni di debolezza e i sondaggi preannunciano una possibile sconfitta alle urne.

In questo contesto, la lettera rappresenta non solo una richiesta di dialogo con la Russia, ma anche un tentativo di riunificare le diverse anime del Partito Democratico, in un periodo in cui le divisioni interne potrebbero costare caro alle prossime elezioni. La questione ucraina si conferma quindi un tema centrale, capace di mettere in discussione non solo le politiche estere degli Stati Unito, ma anche la stabilità interna del partito.

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