Mentre UK spedisce armi in Ucraina, gli Usa di Biden si ritirano davanti a Putin?

Praticamente, Biden l’ha detto chiaro a Putin: se in Ucraina vi limitate ad una dimostrazione di forza, ve la lasciamo fare.  E’ un’interpretazione verosimile della famosa frase pronunciata mercoledì 19 gennaio dal presidente statunitense: se la Russia farà solo solo una piccola incursione in Ucraina, valuteremo come reagire.

E’ il fatto nuovo su cui si innestano i colloqui fra Russia e Stati Uniti in corso a Ginevra oggi, venerdì 21 gennaio, sull’assetto da dare all’Europa.  Un presidente degli Stati Uniti non parla a casaccio.  Biden ha ammonito per settimane la Russia: se invadete l’Ucraina, pagate un prezzo altissimo. E poi ha cambiato tono.

Al netto dei successivi “chiarimenti”, quella di Biden è una dichiarazione di debolezza. E ora bisogna vedere come si collocherà la Russia. Forse davvero si limiterà a poco più di uno show con i 100.mila soldati che ha ammassato al confine con l’Ucraina. Forse coglierà l’attimo. Del resto, dal suo punto di vista il momento è d’oro.

L’Unione Europea, il chihuahua di Baskerville degli Stati Uniti, è stremata per la crisi del gas, scarso e caro. Un’ulteriore riduzione del flusso di gas proveniente dalla Russia sarebbe verosimile in caso di conflitto: e metterebbe l’UE in ginocchio. Quanto possa durare la granitica fedeltà atlantica di un’UE (o di alcuni suoi Stati membri) costretta in ginocchio, è tutto da vedere. Tanto più che gli aggravati dolori energetici europei discenderebbero direttamente dalla politica statunitense, sorda alle richieste russe di creare uno spazio di sicurezza in Europa orientale.

Di gas liquefatto americano da portare in Europa, incidentalmente, non ce n’è, e se anche lo si trovasse sarebbe stracaro. Non per nulla le navi cariche di gas liquefatto statunitense sono accorse in Europa solo al culmine della crisi dei prezzi, circa un mese fa. Solo allora: e non un attimo prima.

Nessuno ovviamente è in grado di dire quale piega prenderanno gli eventi, ma una cosa è chiara. L’UE non tocca palla nella partita che decide il riassetto degli equilibri in Europa e, conseguentemente, anche la disponibilità ed il prezzo del gas di cui essa ha bisogno. Non è una questione di eserciti (che l’UE non possiede), ma di avere una posizione autonoma su una questione vitale.

Il risiko attorno all’Ucraina, oltretutto, sta coinvolgendo mezzo Occidente attraverso la NATO: ma non i maggiori Stati UE, che pure sono membri NATO. La parzialissima eccezione – ma può essere un fatto degno di nota? – riguarda le Repubbliche Baltiche, alle quali gli Stati Uniti hanno concesso di mandare armi statunitensi all’Ucraina.

Per il resto, in Ucraina ci sono armi statunitensi e armi NATO , forze speciali canadesi e armi mandate dalla Gran Bretagna attraverso un ponte aereo che sta facendo molto scalpore. Effettivamente, come si vede da questo video che copre appena due giorni, l’impegno inglese sembra notevole.

Per gli Stati Uniti, l’UE è ormai un inutile vassallo. USA, Canada e Gran Bretagna sembra stiano cogliendo l’occasione della crisi in Europa orientale per ridimensionarne l’importanza.

GIULIA BURGAZZI

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