Crisi Polonia. Gli Usa, e quell’inutile vassallo chiamato UE

Al tormentato confine fra Polonia e Bielorussia colpisce il gran silenzio che viene da Ovest. Davvero gli Stati Uniti hanno abbandonato l’Unione Europea al suo destino, dopo averla sfruttato per integrare nell’Occidente ampi frammenti dell’ex Unione Sovietica. Davvero la considerano ormai un inutile vassallo.

A questo punto è lecito attendersi la decomposizione di un’UE ormai priva della stampella atlantica: a meno che l’UE non si mummifichi rimanendo in piedi, come a suo tempo la Spagna di Francisco Franco.

Difficile prevedere come evolverà la situazione al confine fra la Polonia e la Bielorussia, dove migliaia e migliaia di migranti, soprattutto mediorientali, cercano di entrare nell’UE: sono atterrati in Bielorussia con regolari voli civili ed ora si trovano stretti fra due eserciti. L’esercito bielorusso impedisce ai migranti di indietreggiare; quello polacco, impedisce di avanzare.

Secondo l’Unione Europea, la Bielorussia – alleata della Russia –  si sta comportando da canaglia, da criminale e usa i migranti come arma contro l’UE in una guerra ibrida.

Se guerra (sebbene ibrida) è, da Washington non viene nessun sostegno agli alleati europei: neanche un sostegno verbale. Non risultano vibranti dichiarazioni di Biden. Dalla NATO arriva solo una calorosa pacca sulla spalla della Polonia.

Eppure sul confine fra Polonia e Bielorussia ormai aumenta il rischio di confronto militare, eppure anche la Lituania ha dichiarato lo stato di emergenza ai confini e la Russia manda aerei militari a pattugliare i cieli della Bielorussia.

Oltre al gran silenzio che viene da Ovest, colpisce anche un’altra cosa: che l’UE non si sia incamminata sulla strada scelta nel 2016 con la Turchia, ovvero coprire Erdogan di soldi (6 miliardi di euro) perché si tenesse i migranti che volevano entrare in Europa dalla Grecia.

Fra Erdogan e Lukashenko – l’uomo forte della Bielorussia – difficile dire quale sia il più galantuomo, il più rispettoso dei diritti umani. Ma l’UE, è noto, usa i diritti umani come una clava: li usa per bastonare gli avversari politici, mentre con gli amici può chiudere un occhio o anche tutti e due.

La UE per decenni ha riempito di bastonate la Russia, che ora è dietro la Bielorussia per la questione dei migranti. Si è comportata come uno di quei cagnolini nevrastenici alti una spanna che abbaiano sempre, sono sempre sul punto di azzannarti la caviglia e a volte te la mordono davvero.

Non si contano le sanzioni UE contro la Russia e le sue prese di posizione contro la Russia per la questione dei diritti umani: Navalny uno dei temi preferiti.

Qualche volta le politiche UE hanno anche fatto male alla Russia, come quando nel 2014 è riuscita ad integrare nella propria economia l’Ucraina, la Moldova e la Georgia, provocando lacerazioni all’economia russa che ad esse era integrata. In quegli anni, agli Stati Uniti interessava indebolire la Russia e spostare da Est ad Ovest Ucraina e Moldova. Ora quei tempi sono passati.

Ora quei tempi sono passati e l’UE è rimasta sola ad abbaiare invano sul fronte orientale. A costo di rimangiarsi le sue vecchie politiche, a costo di coprirsi il capo di cenere, potrebbe essa stessa volgere lo sguardo ad Est e praticare una crescente integrazione commerciale con la Russia, alla quale servono le nostre verdure e i nostri prodotti manifatturieri mentre a noi serve il gas russo. Sarebbe stata anzi una strada da intraprendere già dieci o vent’anni fa: ma tant’è.

Difficilmente ora l’UE capovolgerà all’istante la sua politica nei confronti con la Russia, anche se sarebbe la sua sola via di salvezza: non è facile insegnare ai cagnolini isterici a smettere di abbaiare e a comportarsi civilmente.

Così la Russia ora può finalmente somministrare al cagnolino nevrastenico un calcio in grado di farlo volare fin su Marte. Come darle torto. L’importante è che non ci siano effetti collaterali: l’importante è che il calcio sia ben mirato.

DON QUIJOTE

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