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Notizie18 Gennaio 2023

L’Ue paga l’Ucraina per diventare liberista sfrenata

Di ·642 contenuti pubblicati
L'Ue paga l'Ucraina per diventare liberista
Giulia Burgazzi analizza il prestito di 18 miliardi dell'Ue all'Ucraina, evidenziando le condizioni liberiste imposte. Si discute anche della lotta alla corruzione e delle riforme richieste per accedere ai fondi.
Punti chiave
  • L'Ue presta 18 miliardi all'Ucraina con condizioni specifiche.
  • Le prime due rate del prestito non hanno requisiti.
  • L'Ucraina deve adottare riforme liberiste per ricevere i fondi.
  • Si richiede una lotta alla corruzione e deregulation economica.
  • Le condizioni rivelano una distorsione dei 'valori europei'.
L'articolo

I famosi 18 miliardi che l’Ue presta all’Ucraina per tenere in piedi in questo 2023 il suo apparato statale sventrato dalla guerra non saranno gratis, ha fatto sapere la Commissione Europea. Se vuole il denaro, l’Ucraina dovrà rispettare condizioni che la avvicinano agli standard europei. Del resto, pur non facendo (ancora) parte dell’Ue, viene già trattata come se fosse all’interno del blocco.

I “VALORI” DELL’OCCIDENTE

L’Ue darà i soldi all’Ucraina solo se la finirà di mettere alla gogna come nel Medio Evo i presunti malfattori? Se eliminerà il controllo statale sui media?

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E invece no. Le condizioni – piuttosto dettagliate e numerose – sono diventate note ieri, martedì 17 gennaio 2023: il giorno in cui l’Ucraina ha ricevuto la prima delle 12 rate mensili del maxi prestito. Ciascuna di esse è pari a 1,5 miliardi.

Ciò che l’Ue chiede all’Ucraina non ha a che vedere con il ripristino della democrazia o con il diritto alla difesa degli imputati. Si può invece intravvedere una vaga parentela con le forche caudine sotto le quali deve passare l’Italia per avere i soldi del famoso Pnrr. Ovvero: spazio al liberismo, spazio al business.

Nelle condizioni si parla anche di lotta alla corruzione: perfino l’Ue, prima della guerra, dipingeva l’Ucraina come un Paese marcio da questo punto di vista. Ma forse che la corruzione non costituisce anch’essa un ostacolo per il liberismo e il business?

RIFORME E DEREGULATION

Il prestito Ue di 18 miliardi all’Ucraina dovrà essere reso solo fra 35 anni, e senza interessi. Le prime due rate non hanno condizioni. Tuttavia a partire da marzo, per avere i soldi, l’Ucraina dovrà rispettare una tabella di marcia scandita dalle “riforme”.

Le si chiede cioè, fra l’altro, di scegliere un nuovo direttore dell’ufficio anti corruzione e normare adeguatamente il settore. Varare la deregulation delle attività economiche e migliorare l’integrazione del suo sistema energetico con quello dell’Unione Europea. Legiferare su bancarotta ed insolvenza allineandosi con le direttive Ue. Cose di questo genere, insomma.

Ci hanno sempre detto che l’equo processo, l’assenza di punizioni corporali (altro che la gogna) e la libertà di espressione (altro che il controllo statale sui media) fanno parte dei valori europei. Le condizioni del prestito all’Ucraina certificano che i “valori europei” sono un’altra cosa.

GIULIA BURGAZZI

 

 

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