PNRR, forche caudine UE: Italia sottoposta a 528 condizioni terribili

Qui siamo ben oltre i soliti, odiosi vincoli dell’austerity. Altro che finanziamenti UE privi di condizioni capestro. Attraverso il famoso PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Governo presentemente in carica ha appaltato alla Commissione Europea la politica economica dell’Italia per un periodo ben superiore alla durata del suo mandato, indipendentemente dalle scelte che gli italiani esprimeranno attraverso le prossime elezioni politiche.

Saranno lacrime, sangue e distruzione di quel che resta dello Stato sociale, che dovrà passare sotto le forche caudine del neoliberismo.

E’ il succo dell’articolata analisi del documento nel quale sono descritte le condizioni del PNRR effettuata in due puntate (prima e seconda) dal collettivo economico “Coniare Rivolta”. Ha il merito di scavare nei dati al di là della descrizione mainstream secondo la quale i soldi europei sarebbero un aiuto incondizionato.

Il Recovery Fund dell’Unione Europea attribuisce all’Italia 191 miliardi di euro (69 a fondo perduto e 122 come prestiti da restituire) in varie rate, fino al 2026. Li attribuisce però a patto che vengano rispettate 528 condizioni concordate dall’Italia e dalla Commissione Europea.

L’analisi di “Coniare Rivolta” per il momento è limitata alle condizioni per le prime tranches del denaro.

Entro la fine di questo 2021 arriveranno 11,4 miliardi a fondo perduto e 12,6 miliardi di prestiti, subordinati al rispetto di 51 condizioni, fra cui semplificazione di procedure amministrative, appalti e concessioni. Risultato:

per arrivare a questi miliardi […] abbiamo smontato di fatto le norme che limitano il sub-appalto – una tutela contro la criminalità organizzata e in difesa della sicurezza sul lavoro – e quelle che impongono le Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA)”

Altra condizione per avere i soldi: accelerare l’esecuzione immobiliare, ossia la possibilità per i creditori di rivalersi sui beni che appartengono ai creditori insolventi, tipo le famiglie che non riescono a pagare il mutuo sulla casa. Questo ovviamente

consentirà alle banche e ai palazzinari di realizzare molto più rapidamente i pignoramenti”

Dal momento che è vietato spendere i soldi del PNRR in assunzioni a tempo indeterminato e le amministrazioni pubbliche dovranno gestire centinaia di progetti, le 5.000 assunzioni legate al piano riguarderanno

precari ricattabili in luogo di lavoratori tutelati, a tutto vantaggio dell’industria privata, che sul ricatto dell’insicurezza lavorativa fonda i suoi profitti

Sempre entro la fine di quest’anno le condizioni PNRR impongono una riforma del quadro giuridico legato all’acqua che, scrive “Coniare Rivolta”, affosserà definitivamente la possibilità di attuare il referendum 2011 per l’acqua pubblica. Inoltre i dottorati di ricerca – la ricerca pubblica – dovranno essere orientati

verso quei settori che sono in grado di produrre profitti, ovviamente privati, a discapito della ricerca nei settori di interesse collettivo”

Eccetera eccetera, con una ciliegina in cima a questa torta escrementizia. I miliardi per mettere n sicurezza ponti, viadotti e cavalcavia sono subordinati al fatto che la loro manutenzione, anche quando si trovano su strade regionali, provinciali o comunali, venga trasferita all’ANAS e/o a società autostradali. Ovvero, sistemazione delle infrastrutture coi soldi pubblici e loro gestione a vantaggio dei profitti privati.

Sono solo le prime 51 condizioni in cambio di un piatto di lenticchie, ossia di politiche UE che il Financial Times ha descritto come ampiamente insufficienti (“nane”) rispetto a quelle attuate negli Stati Uniti. E oltre a queste prime 51 condizioni, ce ne saranno altre 477. Dopo averle rispettate, l’Italia sarà un’altra Grecia. O forse peggio ancora.

DON QUIJOTE

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