Soldi, soldi e ancora soldi europei ed italiani all’Ucraina. Sono oltre 29 miliardi a partire dal febbraio, cioè dall’inizio della guerra. Altri ne arriveranno. L’elettorato non sembra aver modo modo di contrastare la generosità praticamente illimitata con la quale l’Unione Europea ed i Governi europei aiutano l’Ucraina contro la Russia.

La presidente della Commissione Europea, Ursuyla von der Leyen, ha annunciato venerdì 21 ottobre 2022 che l’UE è pronta a dare all’Ucraina altro denaro nel 2023: fino a 18 miliardi. Serviranno per evitare la bancarotta.

Queste le parole di von der Leyen:

L’Ucraina ha bisogno di una somma compresa fra 3 e 4 miliardi di euro al mese solo per le spese correnti. Io lavoro affinché l’Ue assuma una partecipazione equa in questo sforzo, garantendo 1,5 miliardi al mese, fino a quando sarà necessario (…). Sono 18 miliardi di euro per il 2023.

Arriverà anche una paccata di miliardi per la ricostruzione post bellica. L’UE sembra intenzionata a fare la sua parte, sebbene non si sappia ancora quale sarà.

Anche se la guerra sembra ben lungi dal volgere al termine, martedì 25 ottobre, si parla del “piano Marshall” per il dopoguerra dell’Ucraina durante una conferenza internazionale che si svolge a Berlino.

Difficile tener traccia di ogni singolo – diciamo –  atto di generosità europeo nei confronti dell’Ucraina. Gli oltre 29 miliardi finora assegnati da UE e Stati membri risultano dal database degli aiuti all’Ucraina creato dal Kiel Institute for the World Economy, un ente di ricerca tedesco che si occupa di globalizzazione. Ecco il grafico.

aiuti ue miliardi all'ucraina

Uno schiaffo a tutti quelli che non sanno come pagare le bollette in seguito alle sanzioni contro la Russia e al rincaro dell’energia. Esiste uno scollamento abissale fra Governi ed UE da un lato e, dall’altro lato, il desiderio di pace e trattative, molto diffuso in Europa. Di questo scollamento si è parlato durante la puntata di “Dietro il sipario” di lunedì 24 ottobre: il video ripropone uno spezzone di Adolfo Morganti. Eppure…

Eppure, di questo passo, i soldi all’Ucraina dell’UE e della Commissione Europea guidata da Ursula von der Layen sembrano avviati a superare i 71 miliardi che rappresentano il valore dei contratti UE per l’acquisto di oltre 4 miliardi di dosi di vaccini Covid. L’UE infatti ha impiegato quasi due anni per arrivare a 71 miliardi coi vaccini: per l’Ucraina, siamo a 29 miliardi e rotti in otto mesi.

C’è un altro aspetto del fiume di soldi UE. Si tratta della volontà di requisire i beni congelati alla Russia attraverso le sanzioni e di darli all’Ucraina. Una decisione del genere sobbolle da un pezzo. Ursula von der Leyen ne ha parlato ufficialmente durante la conferenza internazionale di Berlino dedicata al “piano Marshall” per la ricostruzione dell’Ucraina.


Lo scopo dell’UE, ha dichiarato, non è confiscare, ma requisire i beni della Russia in Europa. Non ha detto che si vogliono dare quei beni all’Ucraina, ma è facile intuirlo. Del resto, lo ha chiesto il Parlamento europeo. La confisca (e non il blocco) dei beni oggetto di sanzione sarebbero un fatto inaudito. Non a caso Ursula von der Leyen ha parlato anche della necessità di creare un solido quadro legale.

Si calcola che il valore dei beni congelati con le sanzioni UE alla Russia solo fino al giugno scorso ammontasse a 13,8 miliardi. Ancora pochi mesi prima dell’inizio della guerra la Commissione Europea si metteva le mani nei capelli per l’alto tasso di corruzione dell’Ucraina. Che fine faranno tutti i soldi – anche soldi nostri – che prendono la via di Kiev…

GIULIA BURGAZZI

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