L’Occidente ha sbagliato tutto con la Russia. Bisogna ritirare le sanzioni, che non la danneggiano e che sono controproducenti per l’Europa. E’ il senso della sorprendente raffica di tweet sparata ieri, lunedì 29, da Edward Luttwak, un maître à penser della geopolitica statunitense organico al Governo USA.
Non è l’unico a pensare che la strategia dell’Occidente sia, diciamo, piuttosto miope e col fiato ormai corto. Lo sostengono in questi giorni anche gli articoli di autorevoli testate internazionali secondo i quali è in via di esaurimento la capacità occidentale di offrire appoggio all’Ucraina.
Le armi e gli aiuti di ogni tipo all’Ucraina sono stati finora, insieme alle sanzioni, il pilastro della politica occidentale. Ma il Wall Street Journal avverte che, a furia di armare l’Ucraina, gli Stati Uniti stanno impoverendo i loro arsenali: gli stock di determinati caricatori sono già ridotti in modo preoccupante.
Secondo il Times, la Gran Bretagna è in una situazione analoga e forse peggiore: sta finendo le armi e con la fine di quest’anno troverà complicato anche offrire altri soldi. L’articolo è a pagamento; qui un riassunto gratis.
Ma la cosa più sorprendente sono i tweet di Luttwak. Non è un esperto qualsiasi di geopolitica. Fa parte del Center for Strategic and International Studies, importantissimo centro di studi e analisi internazionali con sede a Washington, ed è, o è stato, membro del Consiglio di sicurezza USA nonché consulente del Governo.
E’ il falco dei falchi, Luttwak. Vuole la vittoria piena degli Stati Uniti: pardon, dell’Ucraina. Fa l’elenco degli errori solo affinché siano raddrizzati. A prescindere da questo suo punto di vista, i suoi tweet mettono autorevolmente in luce le balle (“le sanzioni sono devastanti per Putin”) finora raccontate da politici, governi, Unione Europea e giornaloni.
Innanzitutto, Luttwak constata che non è possibile piegare la Russia con le sanzioni perché è autosufficiente quanto a cibo ed energia: le sanzioni la inducono solo alla rappresaglia. Ovvero, a tagliare il gas all’Europa e a innescare il rincaro folle dell’energia che sta mandando a gambe all’aria il continente. Meglio ritirare le sanzioni e aiutare di più l’Ucraina, sostiene: anche se Wall Street Journal e Times hanno appena scritto che è sempre più difficile continuare a farlo.
Russia is self-sufficient in energy & food. Sanctions that would leave China hungry for protein in a 3-4 months & force oil & LNG rationing, cannot stop Russia from waging war–but invite gas retaliation. A better way: increase aid to Ukraine & stop all sanctions, reciprocally.
— Edward N Luttwak (@ELuttwak) August 29, 2022
Luttwak sbugiarda anche la teoria secondo la quale le sanzioni finanziarie avrebbero messo KO la Russia. Ne fu artefice Draghi, e se lo tenga per detto: per fare una guerra non serve valuta straniera.
The Russian war effort requires zero foreign currency . Therefore cutting off Russian foreign currency does not reduce the war effort. But Russian sanctions on Western Europe (Thank you Angela Merkel !) reduce the cohesion of the alliance (power is Mass multiplied by cohesion…) https://t.co/I1PyoNzsEC
— Edward N Luttwak (@ELuttwak) August 29, 2022
La bordata finale è per l’UE, che sta meditando di sanzionare ulteriormente la Russia attraverso lo stop ai visti turistici per l’ingresso in Europa. Non vede che anche questo spinge i russi a stringersi intorno a Putin?, osserva Luttwak, che di nuovo invoca il ritiro delle sanzioni
Self-sufficient Russia cannot be stopped with sanctions. They should all be dropped, if the Kremlin reciprocates in full. Also, stop this week’s bad idea by the EU Commission to stop all Russian tourism-it forces all into Putin’s camp+(of course): double military aid to Ukraine
— Edward N Luttwak (@ELuttwak) August 29, 2022
Luttwak, il falco dei falchi statunitense, vorrebbe la vittoria dell’Ucraina e la restaurazione di un ordine mondiale sul quale regnano gli Stati Uniti. Non si può pretendere che prenda atto del nascente ordine multipolare. Mostra comunque gli errori di una politica statunitense che causa fra l’altro l’impoverimento dell’Europa e mostra come i leader UE stiano comportandosi da servi compiacenti e sciocchi: compreso Draghi, il cosiddetto migliore. E’ moltissimo, da uno come lui.
GIULIA BURGAZZI
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