Sostieni il canale
1.534 di 2.000 sostenitori questo mese 76%
Dona
Salta al contenuto principale

Visione TV

a
Notizie25 Agosto 2022

I leader Ue lo ammettono: con le sanzioni alla Russia è finita in Europa l’era dell’abbondanza

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza la situazione economica europea, evidenziando l'ammissione dei leader Ue sulla fine dell'abbondanza. Si discute anche delle conseguenze delle sanzioni alla Russia e dell'assenza di azioni politiche per mitigare i danni.
Punti chiave
  • I leader Ue parlano di scarsità e sacrifici futuri.
  • Alexander De Croo prevede tempi duri per cinque o dieci anni.
  • Emmanuel Macron dichiara la fine dell'era dell'abbondanza in Europa.
  • L'Ungheria cerca alternative per l'acquisto di gas dalla Russia.
  • Politici europei non difendono i cittadini dalle conseguenze economiche.
L'articolo

Con il pretesto della guerra in Ucraina e delle sanzioni alla Russia è in corso la demolizione dell’economia europea ed italiana. Negli ultimissimi giorni, tre politici europei hanno parlato di scarsità, sacrifici, tempi duri davanti a noi. Dureranno per cinque o dieci anni, ha annunciato il primo ministro belga Alexander De Croo.

Quasi contemporaneamente, il presidente francese Emmanuel Macron ha recitato il requiem per l’Europa (e l’Italia) come l’abbiamo sempre conosciuta. E’ finita l’era dell’abbondanza, ha affermato papale papale. Il capo della diplomazia UE, Josep Borrell, ha rincarato la dose: gli europei sono stanchi e riluttanti, ma dovranno resistere e sopportare le conseguenze della guerra.

Pubblicità

Le conseguenze della guerra sono le sanzioni alla Russia, cioè il divieto (o la difficoltà, nel caso del gas) di importare le materie prime e l’energia che da decenni alimentano l’economia europea. Ce l’hanno chiesto gli Stati Uniti; l’Unione Europea e i Governi hanno detto di sì.

L’eccezione è l’Ungheria di Orbàn che, attenta agli interessi nazionali e dei suoi cittadini, vuole acquistare altro gas dalla Russia e martedì 23 ha spedito a Mosca un ministro per discutere di energia. Non avranno freddo, quest’inverno, gli ungheresi.

Il nerbo del blocco cosiddetto occidentale – gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia – è costituito da Paesi ben provvisti di energia e di materie prime. Non avranno di tutto, ma hanno molto. Non devono pensare, loro, ad un inevitabile razionamento del gas. L’Europa e l’Italia, sì, dovranno farlo: povere di risorse naturali, hanno un’economia orientata prevalentemente verso la trasformazione. Importavano dalla Russia molto di ciò che non avevano.

In questa situazione, è notevole il fatto che i leader europei e italiani non tentino nemmeno di difendere i cittadini e l’economia. In Italia tutti zitti, c’è campagna elettorale: vuoi mai la gente cacci a pedate i partiti che ci hanno messo in questa situazione. Ma chi ha il coraggio di parlare – i De Croo, i Borrell, i Macron – parla di sacrifici, di lunghe difficoltà, di fine dell’abbondanza: non del modo di uscirne.

Dunque i politici sono ben consapevoli della situazione in cui l’Europa si trova a causa delle sanzioni alla Russia, ma non muovono un dito. Non fanno nulla per smarcarsi dalle sanzioni in un soprassalto di buonsenso e di realpolitik, come la chiamerebbero i tedeschi.

Non cercano nemmeno di contenere i danni intervenendo se non altro sul prezzo dell’energia, già insopportabile e destinato ancora a salire: in Italia ad ottobre le bollette del gas saranno più che raddoppiate. Visto che i politici lasciano fare al mercato, i prezzi dell’energia diminuiranno solo se diminuirà la domanda: se le bollette inarrivabili costringeranno la gente a tenere le case fredde e se altre fabbriche dovranno chiudere, con ulteriore depressione di un’economia già depressa.

E’ la fine dell’abbondanza, appunto, per usare le parole di Macron. A questo consapevolmente ci portano. Rimane una domanda: perché? Perché i politici europei demoliscono economicamente il continente e i suoi cittadini?

La risposta é che ci immolano sull’altare degli interessi atlantici, cioè statunitensi. Russia o non Russia, Ucraina o non Ucraina, la fine dell’abbondanza e la distruzione economica dell’Europa dovuta alle sanzioni non potrà che avere due effetti. Il primo, un concorrente commerciale in meno per gli Stati Uniti. Il secondo, l’accresciuto arrivo di energia e materie prime Made in USA nel mercato europeo. Costosissime, ma per mancanza di fornitori alternativi non si potrà nemmeno discutere il prezzo.

GIULIA BURGAZZI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV. E per aiutarci a sostenere le spese per un’informazione di qualità, cliccate qui: anche un piccolo contributo è importante!

★ Sostieni il giornalismo indipendente

Hai trovato valore in questo video?
Aiuta a tenere viva questa voce indipendente.

Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.

★ Diventa sostenitore
📚 Lettura consigliata · Visione Editore
L'incubo Europeo - Visione 09/2024
L'incubo Europeo - Visione 09/2024
Perché leggerlo: Il libro esplora la trasformazione dell'Europa in un incubo, in linea con le difficoltà economiche e politiche descritte nell'articolo.
Scopri il libro →

Discussione

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Geopolitica e informazione libera. Una televisione indipendente sostenuta da chi la guarda.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Sostieni Visione TV