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Notizie16 Febbraio 2022

Rincaro bollette e manovre inutili: l’aumento del gas è più alto degli stanziamenti PNRR

Di ·642 contenuti pubblicati
rincaro bollette
Giulia Burgazzi analizza l'aumento delle bollette del gas in Italia, evidenziando l'impatto negativo delle politiche europee. Si discute anche del PNRR e dei costi che gravano sulle famiglie italiane.
Punti chiave
  • L'Unione Europea riduce il supporto all'Italia mentre aumenta i costi energetici.
  • Il PNRR prevede 40 miliardi, ma non per contrastare i rincari delle bollette.
  • Assoutenti stima 38,5 miliardi di euro di rincari per le famiglie italiane.
  • Le politiche UE favoriscono gas più costoso dagli Stati Uniti e dal Qatar.
  • L'Italia è costretta a pagare per gas liquefatto e trasportato, aumentando i costi.
L'articolo

Con una mano l’Unione Europea ci dà; con molte, molte mani l’Unione Europea ci toglie. Sta chiaramente riducendo alla fame l’Italia. Alcune scomode verità targate Bruxelles sono collegate al folle rincaro delle bollette del gas e della luce, che già di per sé costituisce una verità scomodissima.

La prima  scomoda verità è che i provvedimenti del Governo italiano per contrastare i rincari non prevedono aumento della spesa pubblica: ce lo chiede l’Europa! Quindi hanno effetti concreti assimilabili a quelli di una tisana.

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La seconda verità è il raffronto fra il rincaro delle bollette e i soldi del PNRR (Piano Nazionale Ripresa Resilienza) partorito dall’UE e dal Governo. E’ entrato nella mitologia mainstream come ciò che dovrebbe risollevare le sorti economiche della nazione. Ebbene, il PNRR prevede per il 2022  l’arrivo di soldi UE pari a 40 miliardi. E’ praticamente la stessa cifra che uscirà dalle nostre tasche per gli aumenti dei prezzi conseguenti  al rincaro delle bollette. E in più quei 40 miliardi li dovremo anche restituire.

Assoutenti ha fatto il calcolo dei rincari generalizzati a loro volta causati dal rincaro delle bollette. Il prezzo dell’energia si ripercuote a cascata sulle filiere produttive e quindi sui prezzi dei prodotti. C’è bisogno di energia per cuocere il pane, confezionare e inscatolare la pasta, far maturare le verdure in serra, trasportare le merci nei negozi. Eccetera eccetera: quelli citati sono solo gli esempi più banali. Ecco, secondo Assoutenti in questo modo si determinerà una maxi stangata che estrarrà 38,5 miliardi di euro dalle tasche delle famiglie italiane. E oltre ai 38,5 miliardi per i rincari causati dal caro energia, bisognerà poi ancora pagare le bollette rincarate.

I 40 miliardi del PNRR in arrivo dalla UE nel 2022 sono rigorosamente da spendere in progetti e infrastrutture assortite: non per contrastare il caro bollette e gli altri conseguenti rincari. E poi, quei soldi non sono mica gratis. Anzi. Vanno in gran parte restituiti con denaro sonante (il nostro denaro sonante) e vanno meritati, ancor prima di riceverli, attraverso il soddisfacimento di condizioni che comportano in pratica l’assiduo picconamento dei residui servizi pubblici.

Pagate le bollette rincarate, pagati i rincari causati dalle dalle bollette, ripagate le rate del PNRR e raccattati i cocci dei servizi picconati, cosa ci resta oltre agli occhi per piangere? Ci resta forse la speranza che il gas scenda di prezzo? No. E anche in questo c’è la mano dell’UE.

Le politiche UE di azzerbinamento agli interessi statunitensi (la crisi in Ucraina) hanno ridotto al lumicino l’arrivo del gas russo, il meno caro e il più copioso. La presidente della Commissione Europea, Ursula van der Leyen, é andata a chiedere il gas col cappello in mano al presidente degli Stati Uniti. Il quale aspettava solo questo azzerbinamento UE per far entrare l’UE stessa nello schema di ponzi del gas statunitense da fracking: ben più caro di quello russo perché non arriva via gasdotto. Bisogna infatti liquefarlo, caricarlo su una nave, fargli attraversare l’oceano e rigassificarlo all’arrivo. Ma le società statunitensi del fracking si fregano le mani: e gli europei pagano.

E poi, Biden ha messo una buona parola, e soprattutto una parola interessata, per far arrivare nell’UE il gas del Qatar. Anch’esso da liquefare, trasportare in nave, rigassificare. Anch’esso dunque più caro di quello russo. Il Qatar è recentemente assurto al rango di principale alleato degli Stati Uniti al di fuori della NATO: doveroso, dal punto di vista degli USA, dargli un concreto segno di riconoscimento. Facendolo pagare, va da sé, a noi europei. L’Italia, zelantemente, sta esplorando i possibili accordi.

Quando ha provato ad arrangiarsi senza mettere di mezzo papà Biden, Ursula von der Leyen è riuscita a fare anche di peggio, se possibile. Ha stretto accordi con il Giappone per il gas. Anche quello da liquefare, trasportare eccetera, e con un’aggravante. Il Giappone non ha gas. Potrà solo rivenderci, ovviamente guadagnandoci su, il gas che riceverà da altri fornitori: magari dalla Russia, che – in mancanza dell’azzerbinamento UE agli USA – potrebbe mandarci direttamente quello stesso gas via gasdotto a prezzo molto più basso.

Un’Italia alla canna del gas. Un continente che si prepara a morire di rincari e di fame. In questa situazione ci hanno cacciato le politiche UE su approvvigionamenti di gas e su vincoli di bilancio. La loro esecuzione è affidata ai politici italiani azzerbinati a Bruxelles, così come quelli di Bruxelles sono azzerbinati a Washington. E per la proprietà transitiva dell’azzerbinamento a cascata, tutti quanti finiscono per pulirsi le suole sulle nostre tasche.

GIULIA BURGAZZI

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