Nato e Ue giudicano inaffidabile il piano per la pace pubblicato dalla Cina oggi, 24 febbraio 2023, nel primo anniversario della guerra in Ucraina.

Come annunciato, la Cina ha divulgato le sue proposte di pace per l’Ucraina, affidandole a un documento generico con molti richiami a buoni principi, inserito sul sito internet del Ministero degli Esteri. Una procedura decisamente molto inusuale dal punto di vista diplomatico.

Nel 2021 la Russia tentò di preservare la pace

Sembra di tornare a quando la Russia scelse un’analoga via, nel dicembre 2021, per le sue richieste su un assetto dell’Europa orientale tale da evitare la guerra. La decisione della Russia di pubblicarle su internet era interpretabile come un estremo tentativo effettuato quando ormai la via delle trattative si era dimostrata impercorribile.

Anche la Cina ha già constatato che in realtà non c’è spazio per una soluzione diplomatica in Ucraina? E vuole dare al mondo l’ultimo avviso prima del suo coinvolgimento nel conflitto?

Il possibile coinvolgimento della Cina nel conflitto

Infatti ai rischi di allargamento del conflitto che già si intravvedevano si è aggiunto un fatto nuovo. Al prestigioso settimanale tedesco Spiegel risulta che la Cina stia trattando con la Russia la fornitura di droni kamikaze da impiegare sul campo di battaglia. Tante volte gli Stati Uniti hanno avvertito (leggi: minacciato) la Cina di “dure conseguenze” qualora fornisse armi alla Russia. Significa che un coinvolgimento diretto della Cina nelle forniture belliche equivarrebbe di fatto alla Terza guerra mondiale. Se i cinesi davvero stanno trattando con la Russia per i droni kamikaze, vuol dire che – viste le tensioni con gli Usa per Taiwan – sono disposti a correre un rischio del genere. Prima di arrivare a tanto, sarebbe il caso di mettersi seduti e di ragionare. I documenti piuttosto generici con richiami ai buoni principi di solito almeno mettono tutti d’accordo sulla necessità di avviare trattative. Non risulta che questo stia avvenendo.

I 12 punti del piano cinese per la pace

Se si vogliono ridurre ad una sola frase le molte pagine che la Cina ha scritto, il riassunto può essere: smettere di combattere e perseguire la pacifica convivenza è cosa buona e giusta, e bisogna farlo prima che la situazione scappi di mano.

Il documento cinese comprende 12 punti. I temi trattati: rispettare la sovranità di tutti gli Stati, abbandonare l’ottica della guerra fredda, fermare le armi e adottare toni moderati per evitare che la situazione vada fuori controllo. Avviare negoziati di pace, aumentare l’assistenza umanitaria nelle zone toccate dal conflitto, proteggere civili e prigionieri di guerra. Salvaguardare la sicurezza delle centrali nucleari, diminuire i rischi di uso di armi nucleari, garantire l’esportazione delle materie prime. Revocare le sanzioni unilaterali, salvaguardare le filiere produttive e l’economia mondiale, appoggiare la ricostruzione.

L’Occidente snobba il piano cinese per la pace

Ad ogni modo, pare che all’Occidente la proposta della Cina non vada bene.

Non se ne potrebbe discutere? Sembrano cose ovvie come il fatto che bisogna voler bene alla mamma. L’Occidente invece preferisce dire che la Cina è inaffidabile perché troppo vicina alla Russia e che dunque bisogna guardare alle sue proposte in questa prospettiva.

Si sono sostanzialmente espressi in questi termini sia la presidente della Commissione europea, von der Leyen, sia il segretario della Nato, Stoltenberg. In base alle dichiarazioni riferite dalla Cnn, la Casa Bianca e la diplomazia ucraina insistono sul ritiro delle truppe russe dall’Ucraina. Nulla di nuovo. A meno che il vento cambi nelle prossime ore, il documento su internet della Cina per evitare l’escalation e costruire la pace farà la stessa fine che, a suo tempo, fece il documento russo su internet per evitare la guerra.

GIULIA BURGAZZI

 

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