La commissaria Ue all’Energia Kadri Simson ha offerto elettricità all’Ucraina in data 1° novembre 2022. Ma una delle poche iniziative Ue andate in porto per affrontare la crisi dell’energia è proprio il razionamento dell’elettricità. L’offerta della commissaria, in sostanza, accorcia ulteriormente una coperta che già era cortissima.

In seguito ai bombardamenti effettuati dalla Russia, in Ucraina è andato infatti distrutto il 40% delle infrastrutture energetiche. Città senza luce, senz’acqua, senza riscaldamento. Inoltre mettere ko il settore energetico di un Paese significa metterne ko la capacità bellica. E dunque l’offerta della commissaria può avere anche una valenza militare.

Kadri Simson non ha specificato se l’energia elettrica che l’Ue è pronta a fornire all’Ucraina sarà gratis oppure no. Certo però che di energia elettrica, in questo momento, nell’Ue ce n’è ben poca. Infatti la si produce in buona parte col gas, che è diventato scarso e stra-caro in seguito alle sanzioni contro la Russia.

Ai problemi legati al gas, si sommano poi i problemi nucleari della Francia, che era un grande esportatore di energia elettrica. La metà dei reattori nucleari francesi è fuori servizio per cause varie: soprattutto per la necessità di manutenzioni impreviste. Forse la Francia stessa dovrà importare energia elettrica. Certo non potrà più venderne all’Italia e agli altri Paesi vicini.

Fino all’inizio della guerra, la rete elettrica dell’Ucraina era collegata a quella russa: un’eredità del comune passato sovietico. L’Ucraina si è scollegata dalla rete russa e collegata a quella europea esattamente all’inizio della guerra, trasformando una semplice esercitazione in un dato di fatto perpetuo. Kiev ha promesso di ricambiare almeno in parte i favori di cui l’Ue l’ha colmata, esportando verso l’Ue l’elettricità delle centrali nucleari ucraine, ma ha bloccato le esportazioni dopo i primi bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche.

Ora l’Ucraina chiede elettricità: e l’Ue è pronta a dargliene, anche se il razionamento proposto in settembre dalla Commissione europea è nel frattempo diventato obbligatorio.

Si tratta di diminuire del 5% il consumo di elettricità negli orari di picco (cioè nei giorni feriali, dalla mattina alla sera) e di ridurre “volontariamente” del 10% il consumo complessivo di elettricità. Non è ancora noto come, concretamente, il governo italiano vorrà attuare queste decisioni prese a Bruxelles. In ogni caso, se l’Ue darà elettricità all’Ucraina, i cittadini Ue dovranno verosimilmente usarne ancora meno.

GIULIA BURGAZZI

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