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Energia2 Novembre 2022

L’Unione europea vuole fornire elettricità all’Ucraina, al contempo costringe noi a razionarla

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza l'offerta dell'Unione Europea di fornire elettricità all'Ucraina, evidenziando il contesto del razionamento energetico in Europa. Si discute anche delle difficoltà legate alla produzione di energia e delle implicazioni militari di questa iniziativa.
Punti chiave
  • Kadri Simson ha offerto elettricità all'Ucraina il 1° novembre 2022.
  • Il razionamento dell'elettricità è diventato obbligatorio nell'Unione Europea.
  • Il 40% delle infrastrutture energetiche ucraine è stato distrutto dai bombardamenti russi.
  • La Francia ha problemi nucleari e potrebbe dover importare energia elettrica.
  • L'Ucraina ha bloccato le esportazioni di energia verso l'Ue dopo i bombardamenti.
L'articolo

La commissaria Ue all’Energia Kadri Simson ha offerto elettricità all’Ucraina in data 1° novembre 2022. Ma una delle poche iniziative Ue andate in porto per affrontare la crisi dell’energia è proprio il razionamento dell’elettricità. L’offerta della commissaria, in sostanza, accorcia ulteriormente una coperta che già era cortissima.

In seguito ai bombardamenti effettuati dalla Russia, in Ucraina è andato infatti distrutto il 40% delle infrastrutture energetiche. Città senza luce, senz’acqua, senza riscaldamento. Inoltre mettere ko il settore energetico di un Paese significa metterne ko la capacità bellica. E dunque l’offerta della commissaria può avere anche una valenza militare.

Kadri Simson non ha specificato se l’energia elettrica che l’Ue è pronta a fornire all’Ucraina sarà gratis oppure no. Certo però che di energia elettrica, in questo momento, nell’Ue ce n’è ben poca. Infatti la si produce in buona parte col gas, che è diventato scarso e stra-caro in seguito alle sanzioni contro la Russia.

Ai problemi legati al gas, si sommano poi i problemi nucleari della Francia, che era un grande esportatore di energia elettrica. La metà dei reattori nucleari francesi è fuori servizio per cause varie: soprattutto per la necessità di manutenzioni impreviste. Forse la Francia stessa dovrà importare energia elettrica. Certo non potrà più venderne all’Italia e agli altri Paesi vicini.

Fino all’inizio della guerra, la rete elettrica dell’Ucraina era collegata a quella russa: un’eredità del comune passato sovietico. L’Ucraina si è scollegata dalla rete russa e collegata a quella europea esattamente all’inizio della guerra, trasformando una semplice esercitazione in un dato di fatto perpetuo. Kiev ha promesso di ricambiare almeno in parte i favori di cui l’Ue l’ha colmata, esportando verso l’Ue l’elettricità delle centrali nucleari ucraine, ma ha bloccato le esportazioni dopo i primi bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche.

Ora l’Ucraina chiede elettricità: e l’Ue è pronta a dargliene, anche se il razionamento proposto in settembre dalla Commissione europea è nel frattempo diventato obbligatorio.

Si tratta di diminuire del 5% il consumo di elettricità negli orari di picco (cioè nei giorni feriali, dalla mattina alla sera) e di ridurre “volontariamente” del 10% il consumo complessivo di elettricità. Non è ancora noto come, concretamente, il governo italiano vorrà attuare queste decisioni prese a Bruxelles. In ogni caso, se l’Ue darà elettricità all’Ucraina, i cittadini Ue dovranno verosimilmente usarne ancora meno.

GIULIA BURGAZZI

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