L’Ue l’ha finalmente ammesso: quest’inverno non ci sarà gas per tutti. Si sapeva da un pezzo, anche se ufficialmente non lo riconosceva nessuno. Alla luce di questa (tardiva) consapevolezza, ora si prospetta una nuova fase del parossismo propositivo Ue per risolvere la crisi dell’energia. Di proposte, ne sono già arrivate a valanghe: ma finora di fatti concreti se ne sono visti pochi.

Questa nuova fase propositiva dovrebbe manifestarsi martedì 18 ottobre 2022. Probabilmente comprenderà il razionamento obbligatorio del gas, forse anche quello dell’elettricità.

Salvo sorprese, si andrà così al di là delle riduzioni “volontarie” consigliate dalla Ue che ogni Stato membro ha varato e che non sono sufficienti, come il piano gas del ministro uscente Cingolani.

La richiesta di nuove proposte da parte della Commissione europea per fronteggiare la crisi dell’energia è l’unica cosa sulla quale sono riusciti a mettersi d’accordo i ministri Ue dell’energia. Il loro vertice si è svolto a Praga e si è concluso mercoledì 12 ottobre. Le proposte della Commissione europea sono attese appunto per martedì 18.

Per certi versi, il fatto che i ministri non abbiano deciso nulla è una buona notizia. Finora infatti le decisioni dei ministri hanno riguardato essenzialmente le crescenti sanzioni alla Russia, che hanno fatto diventare l’energia scarsa e insopportabilmente cara. Ma c’è anche la cattiva notizia, cioè il fatto che ora altro bolle in pentola: e prevedibilmente arriverà a cottura.

Cosa più o meno si voglia cucinare, traspare dalla trascrizione del discorso che la commissaria Ue all’Energia, Kadri Simson, ha tenuto durante il vertice di Praga. La commissaria afferma in sostanza che l’unico modo per far diminuire il prezzo del gas è abbassare ancora la domanda. Le sue parole, in traduzione:

Qualsiasi intervento sul mercato del gas richiede un’ulteriore riduzione della domanda. Non è piacevole, ma si tratta di una necessità […]. Un’opzione è attivare l’allerta Ue, che renderebbe obbligatorio l’obiettivo di riduzione della domanda del 15%. Ma potrebbero essere necessario un approccio diverso o ulteriori misure […]. Qualsiasi misura che adottiamo per abbassare i prezzi non deve inviare segnali sbagliati che fanno aumentare i consumi in tutta l’Ue, consumi che non saranno disponibili a volumi sufficienti

Praticamente, al di là del linguaggio felpato e diplomatico, la commissaria Simson ha appunto riconosciuto che quest’inverno non ci sarà gas per tutti. Nel suo discorso però non c’è solo il razionamento. Si parla di un nuovo e non meglio identificato punto di riferimento per formare il prezzo del gas: diverso comunque  da quello – speculativo – del Ttf olandese. Forse sarà tratteggiato già nel pacchetto di martedì 18, ma ci vorrà del tempo per metterlo a punto ed approvarlo. Dunque  è lecito attendersi che martedì 18 la Commissione Europea proponga anche un intervento provvisorio per cercare di abbassare il prezzo del gas. Kadri Simson infatti ha detto che è necessario fare subito qualcosa. Nessun indizio, al momento, sulla natura di questo qualcosa.

Sempre col tempo e sempre in base alle parole della commissaria, gli Stati Ue potrebbero mettere a punto un meccanismo per fare in comune gli acquisti di gas. La sua struttura dovrebbe essere contenuta nel pacchetto sull’energia di martedì 18.

Attenzione, si può aggiungere, perché gli acquisti comuni di gas costituiscono un’arma a doppio taglio. Vero che quando si acquista un bene in grande quantità è spesso possibile ottenere lo sconto. Ma vero anche che, se gli acquisti comuni di gas saranno obbligatori (ora non è chiaro), gli Stati e le società che operano nel settore dell’energia si troveranno come ingessati e privi di qualsiasi facoltà discrezionale.

GIULIA BURGAZZI

 

 

 

 

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