La Cina, Taiwan e il quarto cavaliere dell’Apocalisse

Negli ultimi mesi uno – almeno uno – dei quattro cavalieri dell’Apocalisse non si è fatto vedere più del solito in giro per il mondo. Ma ora arriva anche il cavaliere che rappresenta l’invasione militare? La Cina attaccherà Taiwan, che è difesa dagli Stati Uniti? I cinesi hanno interpretato in questo senso il recente invito delle autorità a far scorta di generi di prima necessità. Biden poche settimane prima aveva fatto sapere che gli USA non potranno rimanere insensibili al grido di dolore di una Taiwan attaccata dalla Cina..

Naturalmente le autorità cinesi hanno smentito che sia in preparazione la conquista di Taiwan. Ma, se mai invece fosse vero, non smentirebbero ugualmente?

La ricca isola di Taiwan,  a circa 150 chilometri dalle coste cinesi, è grande più o meno il doppio del Veneto e ha un PIL pro capite quasi triplo rispetto alla Cina. I due Paesi hanno profonde radici storiche comuni e ciascuno rivendica la sovranità sull’intero territorio dell’altro.

Quest’anno, e soprattutto in ottobre, si è verificato un sorprendente numero di incursioni aeree e navali cinesi nelle immediate vicinanze di Taiwan. Quasi contemporaneamente Taiwan ha ammesso la presenza di istruttori militari statunitensi: cosa che secondo la Cina viola accordi internazionali. La tensione fra Cina e Stati Uniti per Taiwan è crescente e indubitabile.

E che cosa ha di così speciale, Taiwan, da giustificare un conflitto fra Cina e USA? A parte le ragioni storiche e politiche che possono muovere la Cina,  Taiwan fa gola perché è la patria dei semiconduttori: i chip indispensabili non solo per computer e telefonini, ma anche per apparecchiature mediche sofisticate, intelligenze artificiali, equipaggiamenti militari e avanti a mai più finire. Taiwan insomma si situa al centro della battaglia mondiale per la supremazia digitale.

Si sente dire che la Cina non invaderà Taiwan finché avrà bisogno di Taiwan per approvvigionarsi dei semiconduttori più raffinati: ed è ancora lontana dall’autosufficienza in questo campo. Ma…

Ma, per quanto sia difficile sapere cosa accade in Cina, è possibile anche un’altra lettura. Questo è un momento magico per la Cina, che è la fabbrica del mondo e che è enorme e ricchissima di risorse e di materie prime. Molti Paesi occidentali, e anche l’Italia, sono invece in difficoltà perché i lockdown sparsi a macchia di leopardo nel globo hanno spezzato, disturbato, rallentato le lunghe catene globali di approvvigionamento e distribuzione di materie prime e di merci e hanno causato il rincaro dell’energia. Se anche ora la Cina mostra alcune difficoltà di questo tipo, queste sue stesse difficoltà si ripercuotono a cascata, e in modo grave, sui Paesi che dipendono dalle sue importazioni.

La Cina ha anche deciso di cessare o limitare l’esportazione  (talvolta la produzione) di vari beni apparentemente umili ma in realtà essenziali rispetto ai quali ha un ruolo chiave nel mondo intero: come i fertilizzanti, dai quali dipendono i raccolti agricoli, e il magnesio, senza il quale vanno KO le filiere produttive legate a acciaio e alluminio.

E’ sempre difficile sapere cosa sta capitando in Cina. Ma, se vuole far entrare in gioco anche il quarto e finora latitante cavaliere dell’Apocalisse per prendersi Taiwan, può darsi che ora la Cina si trovi in una posizione di vantaggio senza pari.

DON QUIJOTE

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