Sembra un incrocio fra un pesce d’aprile e la versione politicamente corretta della gogna ucraina. Appunto dal primo aprile, gli insegnanti non vaccinati potranno tornare a scuola: ma senza entrare in contatto con i ragazzi.

L’impossibilità ad esercitare il loro ruolo li mette in qualche modo all’indice, li qualifica come “diversi” e reprobi. E’ una misura puramente punitiva, dato che devono comunque esibire il tampone negativo: la miglior garanzia di non diffondere il contagio.

Più sono piccoli, più i bambini si affezionano agli insegnanti. Mettiamo il caso di una classe delle materne o delle elementari che da tempo ha dovuto adattarsi ad un supplente. Quando rivedono la maestra titolare a scuola, chi glie lo spiega, ai bambini, che la maestra non li ha dimenticati e vorrebbe vederli anche se li fugge come la peste? E ancora: cosa può fare un docente a scuola, quando gli è impedito di insegnare? Misteri della pedagogia ministeriale.

Il Governo si è accorto che il vento giuridico su vaccini e green pass è decisamente cambiato. Un crescente numero di sentenze stabilisce che non si può privare dello stipendio un dipendente pubblico non vaccinato. Così è corso ai ripari usando la tecnica dello spezzatino. E’ la stessa con la quale, a partire dall’anno scorso, ha reso la vita sempre più impossibile ai non vaccinati. Tecnica dello spezzatino: ogni categoria trattata in modo diverso. Praticamente, il divide et impera. Vuoi mai che gli italiani si accorgano di essere tutti nella stessa bagna e ne traggano la forza per ribellarsi?

Così, se i prof non vaccinati possono tornare a scuola ma senza entrare in contatto con gli studenti, i bidelli  non vaccinati, burocraticamente detti personale ATA, non hanno un obbligo analogo. Possono riprendere appieno le loro mansioni. Esse comprendono fra l’altro accoglienza e sorveglianza degli alunni.

Gli insegnanti, no. A loro è vietato compiere azioni che i bidelli possono invece compiere. Non si capisce bene a quali compiti possono dedicarsi. Lavori di segreteria? Ammesso che non si tratti di demansionamento o simili, gli studenti entrano anche lì. Ed entrano in biblioteca, casomai un preside pensasse di sfruttare l’occasione per farla riordinare. Quale sia un locale off limits per i ragazzi all’interno di una scuola, è un mistero. Probabilmente solo lo stanzino delle scope.

Il metodo spezzatino si evidenzia considerando anche altre categorie ora riammesse al lavoro in assenza di vaccinazione. Dal primo aprile i professori universitari non vaccinati possono tornare nelle università, ma con obbligo di mascherina e di distanziamento: che non equivale necessariamente a finire nello stanzino delle scope.

I poliziotti non vaccinati e in generale le forze dell’ordine, dal canto loro, sono tornati in servizio con tampone negativo già venerdì 25. Non tutti, però: fanno eccezione “gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario appartenenti alla Polizia di Stato”. Se stai male, un poliziotto “di interesse sanitario” non ti può rianimare.

GIULIA BURGAZZI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV, con i contenuti esclusivi del nostro inviato in Ucraina Giorgio Bianchi. Per aiutare Visione TV a sostenere le spese per la missione di Giorgio Bianchi, clicca QUI: anche un piccolo contributo è importante!

  • 3531 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3192 Sostenitori