Eccola, la transizione ecologica di Draghi e Cingolani. Realizzare una mega base militare, con poligoni di tiro e pista di atterraggio per elicotteri, nel parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Inoltre, costruire questa base coi soldi del PNRR, del quale la transizione ecologica e la rivoluzione verde sono appunto un pilastro. Più orwelliano di così…
Ma non solo. L’approvazione della base militare nel parco discende da procedure semplificate che si svolgono al riparo dal processo elettorale, per utilizzare un’espressione resa celebre da un predecessore di Draghi. Ovvero: a prescindere dalla volontà dei cittadini.
L’atto legislativo alla base dello scempio è un decreto del presidente del Consiglio datato gennaio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un paio di settimane fa. Un documento piuttosto criptico. E’ necessaria un’attenta opera di scavo per capire di cosa si tratta.
Non si specificano le spese previste. Oltre ad essere presumibilmente ingenti, bisogna sommarle al previsto aumento delle spese militari, che le porterà al 2% dei PIL. Infatti i soldi per la base militare vengono dal PNRR: non dalle spese militari propriamente dette.
Soprattutto, in Gazzetta Ufficiale non c’è scritto cosa esattamente si vuol fare. Si parla semplicemente di realizzare a Coltano, appunto all’interno del Parco, una “struttura funzionale”. Servirà per il “Gruppo di intervento speciale” del primo reggimento “Tuscania” di carabinieri paracadutisti e per il Centro cinofili dei carabinieri.
Potrebbe sembrare una cosettina discreta e quasi inoffensiva. Una sorta di ristrutturazione del centro radar dismesso di Coltano, situato appunto all’interno del Parco. Quest’ultimo già ospita altre installazioni militari.
Invece, come scrive Il Fatto Quotidiano, si tratterebbe di costruire 440 metri cubi di nuovi edifici in un’area recintata di 730 mila metri quadrati. Caserme, centri di addestramento, laboratori, magazzini, palestre, uffici, piscine, officine, infermeria, mensa. Anche 18 villette a schiera: probabilmente alloggi di servizio per i militari. Un autolavaggio: che in un’area naturale protetta è come il cacio sui maccheroni. Ma soprattutto una pista di atterraggio per elicotteri e due poligoni di tiro. Sono installazioni notoriamente silenziose…
Anche a prescindere da tutto il resto: come si può pensare che simili attività non disturberanno la fauna selvatica?
Il parco di San Rossore comprende boschi, pinete, spiagge, paludi. Dopo l’unità d’Italia è diventato tenuta di caccia dei Savoia. Dalla nascita della Repubblica nessuno ha più disturbato gli animali. Daini e cinghiali si lasciano vedere anche di giorno. Cammini a San Rossore e senti intorno a te la natura: ben più che in qualsiasi altra area protetta italiana.
Lo scempio di San Rossore è una cosa talmente grossa che perfino il PD toscano si dice risentito. Terrà duro? Metterà davvero i bastoni in mezzo alle ruote di Draghi? No, probabilmente. Finora la prospettiva di spendere i soldi del PNRR ha messo tutti d’accordo. Animali e natura non sembrano sufficienti a frantumare la cosiddetta unità nazionale.
GIULIA BURGAZZI
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