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Notizie24 Novembre 2021

PNRR: gli obiettivi sono vaghi, ma i “favori” appaiono chiari

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Don Quijote analizza l'inchiesta sul PNRR pubblicata da L'Espresso, evidenziando le anomalie e la mancanza di obiettivi chiari. Si discute anche del silenzio dei partiti in Parlamento e delle condizionalità imposte dall'UE.
Punti chiave
  • L'inchiesta di L'Espresso solleva dubbi sul PNRR.
  • Non ci sono obiettivi chiari di spesa nei territori.
  • Oltre 50 miliardi riguardano progetti vecchi di vent'anni.
  • L'erogazione dei fondi UE è soggetta a pesanti condizionalità.
  • Il silenzio in Parlamento può derivare da favori ricevuti.
L'articolo

Sarà mica che in Parlamento nessuno fiata perché tutti i partiti hanno ricevuto qualche favore? E’ su questo che, all’interno delle istituzioni, si fonda il plebiscitario consenso di cui gode il primo ministro presentemente in carica?

Mette i brividi l’inchiesta sul PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) pubblicata sull’ultimo numero del settimanale L’Espresso. E’ scritto chiaro e tondo: esperti e tecnici che ruotano attorno al Parlamento hanno mille dubbi sul Piano; essi hanno rilevato falle, anomalie e numeri ballerini nei documenti relativi a quell’immane fiume di denaro: 236 miliardi di euro da spendere in cinque anni.

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In tempi normali, analoghe falle, anomalie e numeri ballerini avrebbe avviato l’intero esecutivo alla crocifissione in sala mensa, per citare Fantozzi: eppure da Montecitorio e da Palazzo Madama non risultano pervenute voci di denuncia, a parte il flebile miagolio dei due gatti che restano all’opposizione. L’Espresso non approfondisce questo aspetto: ma proprio questo aspetto è la cosa che più fa impressione.

Dell’Espresso, tutto si può dire: tutto, tranne che appartenga ad un editore ostile a Draghi. Fa capo al Gruppo Gedi, come Repubblica e La Stampa. L’inchiesta sul PNRR è riservata agli abbonati; le scarne parti disponibili on line per tutti riescono comunque a dare un’idea del pesantissimo contenuto.

Il pezzo principale dell’inchiesta sottolinea che non esistono autentici e chiari obiettivi di spesa nei territori e che almeno 50 miliardi di euro – più del 20% del totale – riguardano in realtà progetti vecchi, a volte anche di vent’anni. Parla inoltre di documenti poco trasparenti e di numeri ballerini. La fonte dalla quale L’Espresso attinge queste affermazioni? Non si tratta dei soliti criticoni mai contenti: emerge, scrive il settimanale, dai documenti messi a punto dai centri studi e dagli uffici Bilancio dei due rami del Parlamento.

Si tratta di documenti di analisi tecnica, professionale e super partes redatti per agevolare il compito di deputati e senatori: di tutti i deputati e di tutti i senatori, a prescindere dal fatto che siedano in maggioranza o all’opposizione.

All’inchiesta dell’Espresso, già dettagliata e pesantissima, si può aggiungere un carico da 90. L’erogazione da parte dell’UE degli stramiliardi contenuti nel PNRR è subordinata al rispetto di 266 pesantissime condizionalità che vanno ben oltre i soliti ed odiosi vincoli dell’austerity: si tratta di lacrime, sangue e distruzione di quel che resta dello Stato sociale. Accettando le condizionalità, l’esecutivo ora in carica ha di fatto appaltato all’UE la politica dell’Italia per una durata ben superiore al suo mandato ed indipendentemente dalla volontà che gli italiani esprimeranno attraverso le prossime elezioni.

Un quadro così tragico e nessuno in Parlamento fiata, a parte i due flebili gatti già citati? Una spiegazione può essere cercata in un altro articolo che compone l’inchiesta dell’Espresso. Anch’esso è riservato agli abbonati, ma le scarne parti gratuite dicono l’essenziale: grazie al PNRR, è possibile fare entrare nella pubblica amministrazione numerosissimi alti dirigenti provenienti dall’esterno.

Gli alti dirigenti della pubblica amministrazione – va specificato – sono il deep state. I politici vanno e vengono a seconda di come girano le elezioni; il deep state resta, e custodisce le vere chiavi del potere.

Così “i favori ai ministri, i soccorsi agli amici, i premi ai capricciosi” – per citare testualmente L’Espresso – sono disseminati nelle pagine del PNRR. Si tratta in sostanza di ecumenici contentini. Questo è un elemento che si può invocare per spiegare perché nessuno fiata – sul PNRR e anche su ogni altro atto del Governo – nonostante tutto quello che L’Espresso mette in luce.

DON QUIJOTE

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