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Notizie13 Luglio 2022

Arrestare Trump é l’unica strada per i Democratici: arriveranno a tanto?

Di ·450 contenuti pubblicati
Martina Giuntoli analizza la strategia dei Democratici riguardo a Donald Trump, evidenziando il panico che si è generato in vista delle elezioni di medio termine. Si discute anche della possibilità di un arresto teatrale dell'ex Presidente come ultima risorsa per distrarre l'elettorato.
Punti chiave
  • I Democratici temono la crescente popolarità di Donald Trump.
  • La popolarità di Joe Biden è in costante calo.
  • Gli scandali della famiglia Biden complicano la situazione politica.
  • Si ipotizza un arresto teatrale di Trump per distrarre gli elettori.
  • L'uso di maniere forti potrebbe avere effetti controproducenti.
L'articolo

Ogni volta che il pericolo “Donald Trump” si avvicina, i democratici perdono letteralmente la testa. Lo scherniscono, lo deridono, ne fanno (o meglio, vorrebbero farne) caricature di dubbio gusto nei loro programmi ultra liberali, eppure quando davvero il tycoon di New York arriva sulle scene, scatta il panico.

Questo successe nel 2016, per le elezioni presidenziali, quando ad un mese esatto dal voto di novembre, venne fuori come sorpresina dell’ultimo minuto, lo scandalo del Russia Gate, che ricordiamo essersi trasformato poi in Russia Hoax, ovvero una vera e propria bufala smentita dagli stessi giornali che l’avevano al tempo sostenuta.

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I Democratici insomma amano governare così, per loro la cosiddetta October Surprise é l’asso della manica da tirare fuori prima che si avvicini il voto, ed é anche l’unica che permetta loro di seguire passo dopo passo la sola agenda che sono in grado di mettere in piedi: demolire il candidato prima delle elezioni, rendere la sua vita privata e pubblica scandalosa e di pubblico dominio,  e infine distrarre in questo modo il voto degli americani.

Questa volta però i Democratici, a differenza del 2016, sono letteralmente disperati. La popolarità di Joe Biden é praticamente ridicola, arrivata a consensi nemmeno a doppia cifra e nonostante questo ancora in caduta libera inarrestabile. Quindi tra le fila del partito di Schumer, Pelosi e AOC é scattato il panico.

Novembre é più vicino che mai e sembra davvero dura recuperare tutti gli errori e gli scandali che si sono verificati dopo l’insediamento di Biden. Per non parlare del fatto che oltre a questo nessun cittadino (o quasi) é mai stato così sicuro che le elezioni del 2020 si siano svolte in maniera trasparente e corretta.

E dunque, di fronte ad uno scenario così tragico, che strategie adottare?

Da una parte nascondere in maniera compulsiva e ridicola gli scandali della famiglia Biden, che, dopo il rilascio delle e-mail dal laptop di Hunter Biden, mostrano il chiaro coinvolgimento anche di Joe e non solo del figlio nei loro affarucci sporchi a giro per l’est Europa. Dall’altra i dem hanno ben pensato di istituire l’equivalente di un ministero della verità in cui tutto quello che accade viene passato al vaglio di burocrati che misurano le parole e le ricalibrano all’occorrenza se necessario.

Ma non basta, perché ci sono cose che sono comunque sotto occhi di tutti, come il decadimento mentale di Biden, i prezzi alla pompa, gli scaffali vuoti, l’inflazione galoppante e tutto il resto.

Questo é comunque insufficiente in confronto all’ondata rossa (repubblicana) che quasi sicuramente investirà il paese alle elezioni di medio termine.

E allora che fare?

L’unica arma che i Democratici hanno questa volta sono le maniere forti.

Non sarebbe affatto folle pensare ad una October Suprise molto particolare questa volta, ovvero niente meno che all’arresto dell’ex Presidente Donald Trump.

Non importa se la commissione per i fatti del 6 gennaio sta dimostrando che l’intero evento nient’altro sia stato se non una false flag, ovvero un evento pianificato e controllato dall’interno con la collaborazione di politici e soprattutto dell’FBI. Non importa se le accuse non reggono e se i testimoni raccontano un’altra verità in aula, non importa se i filmati di sorveglianza mostrano poliziotti compiacenti.

Quando la commissione del 6 gennaio é stata messa su, lo si é fatto con un preciso intento: discreditare Donald Trump ed utilizzarla come jolly, potenzialmente anche ad Ottobre. Ed infatti dopo mesi e mesi é ancora lì, mentre il processo é lontano dall’essere terminato, ed i presunti colpevoli dell’insurrezione sono ancora in carcere.

La giornalista Julie Kelly, oltre a rimarcare come questo gravissimo atto farà scoppiare mini insurrezioni un po’ ovunque negli Stati Uniti, ha anche fatto varie supposizioni su come questo arresto potrebbe avvenire.

La Kelly sostiene che i Democratici avranno bisogno di usare metodi teatrali per poter dare uno schock ai repubblicani che ancora credono e si fidano del loro vecchio presidente.

Hanno quindi bisogno di arrestarlo con un’accusa che distrugga la fiducia dei suoi supporter ed in un modo così teatrale che lasci senza parole.

In sostanza hanno bisogno di un copione da Hollywood. 

Non sappiamo se questo avverrà o meno, ovviamente, é solo un’ipotesi.

Tuttavia visto il panico e la disperazione dei liberali di perdere letteralmente tutto con le elezioni di midterm, non si può escludere categoricamente che non proveranno ad utilizzare anche questa ultima carta chiamata “disperazione” sperando di distruggere definitivamente l’avversario, e provocando uno shock tale da sconvolgere tutti.

Ma il risultato che otterranno sarà quello sperato?

Perché a volte con le maniere forti si ottiene invece proprio l’effetto opposto.

 

MARTINA GIUNTOLI

 

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