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Notizie23 Febbraio 2022

Quei loschi affari ucraini della famiglia Biden. Da seppellire in fretta con una guerra

Di ·450 contenuti pubblicati
Martina Giuntoli analizza gli affari ucraini della famiglia Biden, evidenziando possibili legami con corruzione e riciclaggio. Si discute anche del contesto geopolitico attuale e delle implicazioni di una guerra per nascondere scandali.
Punti chiave
  • Biden sembra cercare una giustificazione per un intervento in Ucraina.
  • La famiglia Biden ha legami complessi con figure ucraine di rilievo.
  • Hunter Biden ha guadagnato stipendi elevati dalla compagnia Burisma.
  • Un documentario britannico esplora il ruolo di Hunter nel riciclaggio di denaro.
  • La guerra potrebbe servire a Biden per nascondere i suoi scandali passati.
L'articolo

Siamo davvero sicuri di aver capito cosa sta spingendo  Biden verso la guerra ad Est tanto da invocare palesemente attacchi russi all’Ucraina? E’ chiaro a tutti ormai che il presidente voglia trovare un modo per poter legittimare un suo intervento in quell’area ma farlo attraverso annunci del tutto scomposti, comunicazioni ufficiali di bombardamenti inesistenti dà piuttosto l’idea di un soggetto simil paranoide che ha fretta di concludere l’affare perchè ha qualcosa da nascondere.

E la famiglia Biden ha infatti molto da nascondere, se non altro lunghi  anni di rapporti intricati e molto poco limpidi tra Joe, suo figlio Hunter e certi personaggi di rilievo ucraini, anni in cui corruzione e riciclaggio di denaro sono divenuti ambo le parti uno schema rodato di potere e posizionamento internazionale, oltre che di generosi bonifici sui conti correnti.

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Dopo la rivoluzione del 2014, l’Ucraina si guadagnò un  presidente molto filo occidentale,  Petro Poroshenko, un politico che in accordo con il WEF ed il Fondo Monetario Internazionale di fatto metteva la sua nazione a disposizione degli organismi sovranazionali che lo appoggiavano per fare dell’Ucraina uno stato fantoccio a tutti gli effetti.

Joe Biden, sotto il controllo diretto di Barack Obama, fece diversi viaggi  in Ucraina, ufficialmente inviato dal presidente a verificare che gli aiuti alla nazione fossero ben spesi e che “la corruzione venisse tenuta a bada” , non formalmente invece per infilarsi proprio in quella compagine e trarne profitto prima per sè, poi eventualmente anche per i suoi uomini.

Immediatamente dopo la comparsa di Poroshenko sulla scena, e subito dopo che Joe Biden fu incaricato di supervisionare la questione ucraina, il figlio Hunter cominciò ad accompagnare il padre nei suoi viaggi e in breve tempo ottenne una posizione di estremo rilievo nella più grande compagnia di gas del luogo, la Burisma, con stipendi mensili da capogiro, si parla addirittura di cifre del calibro di 50.000$ al mese, solo per il fatto di far parte del consiglio di amministrazione.

Lo scorso 2 giugno 2021 in un documentario dal titolo A LOT OF HOT AIR, Who’s telling the truth in the Burisma gas scandal?”,  alcuni coraggiosi giornalisti britannici hanno affrontato in maniera inedita la questione presentando la pellicola anche a Bruxelles.

Nel documentario si sostiene la teoria per cui l’amministratore della compagnia del gas Burisma avesse bisogno di Hunter Biden sia per non ricevere formalmente sanzioni, sia per poter riciclare i soldi sporchi che la compagnia aveva fatto negli anni precedenti. Si pensi che addirittura alcuni testimoni anonimi hanno parlato recentemente di circa 10 milioni di dollari al mese di soldi non fatturati, soldi in nero fatti sparire e trasferiti a vari altri conti tra cui la compagnia americana Rosemont Seneca fondata nel 2009 proprio da Hunter Biden, attraverso bonifici con la causale di “servizio di consulenza”. Ma cosa ne poteva mai sapere Hunter Biden di consulenze nel campo dell’energia?

Quando Obama cedette il posto a Trump nel 2016, mantenere in piedi queste relazioni  non fu facile, sappiamo tuttavia adesso che Joe Biden e Poroshenko continuarono a fare affari anche dopo che il tycoon newyorkese si insediò,  attraverso la pubblicazione di telefonate sui media,in cui i due parlavano di circa un miliardo di dollari pubblici per mantenere attivi gli “schemi di Burisma”.

Biden oggi ha una popolarità praticamente nulla. Mai alcun presidente si è ritrovato ad appena un anno dall’inizio del suo mandato ad essere tanto osteggiato dal suo elettorato. Tutto ciò di cui non ha bisogno Biden è un nuovo scandalo e visto come si stanno mettendo le cose per il deep state americano da quando Durham ha aperto i fascicoli, sa benissimo che è solo questione di tempo. Oltre tutto Biden è perfettamente consapevole che non avendo più controllo diretto sullo stato profondo ucraino con il nuovo presidente in carica, non ha più la possibilità di avere un alleato che copra i suoi affari del passato.

Ecco che quindi sceglie la vecchia cara soluzione del passato.  La guerra. I conflitti cancellano prove,  riposizionano alleanze, rovesciano governi e cambiano leaders.

Unico consiglio a Biden: che stia attento affinchè non tocchi a lui questa volta.

MARTINA GIUNTOLI

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