Se c’è una cosa che gli americani non accetterebbero mai é limitare i propri spostamenti per motivazioni simil green o per altre imposizioni sebbene provenienti dall’alto. Per quanto attento all’ambiente, anche l’americano più apertamente ecologico non concepisce il fermare nel garage la propria vettura e modificare sostanzialmente il proprio stile di vita. Questo un po’ é dettato dal fatto che spesso le distanze da coprire sono elevate, un po’ invece pertiene proprio all’aspetto culturale e sociale americano. Ricordate le domeniche dell’austerity anni Settanta tutta italiana? Ecco, in USA nemmeno a parlarne. Oppure avete presente il programma 5stelle al punto in cui si parla apertamente di  “limitare gli spostamenti allo stretto necessario“? Ecco nemmeno quello avrebbe mai attecchito.

Ora però tra l’americano e la sua amata vettura si inserisce un terzo incomodo: il prezzo del carburante al gallone. Siamo sicuri che questo farà cambiare le cose?

Ovviamente non si pretende di tornare agli anni Novanta, quando con un costo di appena 0.99$ al gallone (ricordiamo che 1 gallone equivale a poco più di 3,5 litri), e di 5$ per un pieno, usare l’auto era assai meno caro che comprarsi un abbonamento ai mezzi pubblici, ma sicuramente non é ai 7$ al gallone e oltre che gli americani possono abituarsi senza che il portafogli abbia anche un seppur minimo contraccolpo, e la mente o il cuore li riporti alla USA dolce vita.

E pensare che le cose non sembra stiano esattamente migliorando con il tempo. Si pensi  ad esempio che nello stato di Washington, nei pressi di Seattle, molte pompe di benzine sono chiuse per carburante esaurito, ed i gestori stanno preparando tabelloni che ospitino una cifra in più, quindi c’è da aspettarsi che alla loro riapertura da 7$ si passi ad almeno 10$ al gallone. 

Eppure gli americani, nonostante il folle prezzo alla pompa sono disposti a tutto pur di continuare a guidare come prima, o per lo meno questo riporta la Federal Highway Administrationche racconta di cifre di vetture in movimento e di chilometraggi molto vicini ai livelli prepandemici. E c’è da crederci. Gli americani sanno come organizzarsi.

Si pensi che la Community Blood Bank in South Dakota, un’organizzazione che si occupa principalmente di donazioni di sangue e plasma, a corto di donatori , ha proposto di risolvere o almeno arginare la carenza proponendo un voucher di 10$ da spendere presso i benzinai convenzionati. Per il momento l’incentivo é stato proposto per la stagione primaverile ed estiva, ma il centro non esclude che si possa continuare anche in autunno, tutto dipenderà dalle scorte di sangue. E sono tantissime altre le organizzazioni che fanno proposte simili, del tipo “più doni, più riempi il serbatoio”.

E l’inventiva tutta americana non si esaurisce certo in una sacca di sangue. Nell’incontrastata terra del coupon, ci sono voucher per ogni gusto per avere la benzina a sconto, come ad esempio, Free Gas USA, oppure addirittura le tombolate dell‘Esercito della Salvezza, oppure la Croce Rossa Internazionale che la butta in grande e dà addirittura la possibilità di vincere una lotteria per un anno di benzina gratuita.

Il fatto che gli americani continuino ad utilizzare la vettura e che non si separino o rinneghino il loro stile di vita non significa però in alcun modo che siano felici e che non analizzino con attenzione ciò che sta avvenendo intorno a loro.

Joe Biden, per quanto può, cerca ovviamente di riversare la colpa del caro carburante sul conflitto in Ucraina, nonostante anche a rigor di logica non si capisca come le due cose siano collegate o collegabili, tanto più che il prezzo alla pompa stava già salendo ben prima del febbraio 2022.  Se controlliamo l’andamento del prezzo al gallone a partire dal suo insediamento nel gennaio 2021, vi sono alcuni avvenimenti che sicuramente hanno contribuito in modo determinante all’aumento al distributore, come ad esempio quando il 19 febbraio 2021 Biden é tornato all’interno dell’accordo di Parigi sul clima, oppure quando tra maggio e ottobre dello scorso anno lo stesso Biden ha stracciato tutti i regolamenti sottoscritti da Trump sul gas naturale e sulla possibilità di aumentare la quantità di territtorio in cui poter fare estrazione di petrolio, cosa, questa, che ha dovuto seriamente ripensare un mese fa quando la faccenda carburante si stava facendo davvero critica.

Anzi, sempre più americani sono convinti che, se anche fosse la guerra in Ucraina ad influire in modo determinante sul prezzo, davvero non ne varrebbe la pena. Un altro modo per dire che gli statunitensi stanno nuovamente sposando lo slogan #AmericaFirst, secondo il quale il denaro e gli investimenti spettino prima al proprio paese, poi eventualmente altrove. Invece di settimana in settimana la tv propina loro i trasferimenti miliardari stanziati per l’Ucraina, cifre che davvero farebbero la differenza se investiti in patria.

Con buona pace di Biden, quindi, gli americani non abbandoneranno mai la loro vettura, più probabile che cambino presidente.

Uomo avvertito…..

MARTINA GIUNTOLI

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