Se vi dicessero  che una nazione non esattamente ricchissima come l’Ucraina è stata la nazione che negli anni maggiormente ha supportato la Clinton Foundation, ci credereste? Vista la chiarezza dei dati, non si fa fatica a leggere il grafico riportato dal Wall Street Journal che mostra come dal 1999 al 2014 la Fondazione avrebbe ricevuto dall’Ucraina ben 10 milioni di dollari, ponendo questo paese in testa alla classifica dei donatori esteri, con un distacco enorme da altre nazioni come Francia, Grecia o Argentina.

Quindi la questione aperta a questo punto è: perchè proprio l’Ucraina?  Oltre tutto l’Ucraina non rientrava nemmeno nella lista dei Paesi i cui governi potevano ufficialmente partecipare alle donazioni, secondo quanto stabilito dalla policy di cui si legge in dettaglio in una lettera datata 15 aprile 2015.

In questa mail uno dei responsabili della comunicazione della Fondazione Clinton riferisce al Wall Street Journal che in vista della candidatura di Hillary Clinton alla presidenza degli Stati Uniti, la sua fondazione avrebbe continuato ad accettare donazioni principalmente dai governi dell’Australia, del Canada, della Germania, dei Paesi Bassi, della Norvegia e del Regno Unito, nazioni che avevano supportato o al tempo ancora supportavano i programmi in essere sulla salute, sul clima, e sull’abbattimento della povertà.  I governi delle nazioni non incluse potevano comunque inviare le loro donazioni ad un altro ramo della fondazione, la Clinton Global Initiative, che si occupava principalmente di cercare soluzioni a problemi di politica internazionale.

Come ultima opzione, infine, rimaneva comunque la possibilità  che a fare le donazioni fossero i singoli, ovvero non i governi direttamente, ma singoli individui.   Il Wall Street Journal, che avvalorerebbe questa tesi, conferma che  mentre le associazioni ed i governi dei paesi non inseriti nella policy non potessero ufficialmente donare, i singoli individui ne avevano facoltà e infatti nello stesso articolo si legge che  “(…)il flusso di denaro dall’Ucraina non si è mai interrotto (…).” 

D’altra parte non era nemmeno giusto limitare le donazioni dei singoli “(…) perchè (…)“, secondo le parole della stessa Clinton, “(…)i progetti che si perseguivano erano volti al miglioramento della vita di molte persone in tutto il mondo, quindi era necessario portarli a compimento(…)”.

Si pensi che tra il 2009 ed il 2013 la Fondazione Clinton, sempre secondo il WSJ, avrebbe ricevuto poco meno di 9 milioni di dollari da una fondazione ucraina chiamata  Victor Pinchuk Foundation, con sede a Kiev, a capo della quale c’era Victor Pinchuk appunto, un oligarca ucraino che oltre ad essere stato parlamentare, aveva anche, secondo le sue parole “(…) cercato di europeizzare la sua nazione(…)”. 

Ma cosa si intende con questo? E’ presto detto.

Appena un anno prima, nel 2008, il Signor Pinchuk si sarebbe impegnato in una donazione quinquennale di ben 29 milioni di dollari (un impegno finanziario che non è stato poi onorato completamente a causa della crisi economica) verso la summenzionata divisione della fondazione denominata Clinton Global Foundation, affinchè questa creasse un programma per crescere, plasmare e modernizzare i leader ed i professionisti ucraini”cosa che poi si è verificata. Si pensi solo che molti di coloro che hanno seguito il programma sono poi finiti in parlamento. Per molti versi,   Pinchuk ricorda  Schwab e la sua associazione Young Global Leaders: ebbene, i due pare si conoscessero, e la cosa a questo punto non sembra così improbabile.

Ma chi è Victor Pinchuk? Di lui sappiamo quanto basta. E’ il secondo uomo più ricco del suo paese, definito “oligarca della vecchia guardia” da Forbes,  ed è sempre Forbes che ci parla delle sue frequentazioni del  World Economic Forum di Davos, insieme ad i suoi dichiarati amici e filantropi tali Gates, e Branson. Lo stesso Tony Blair avrebbe dichiarato che  “(…)Pinchuk è davvero un filantropo(…)”, prova ne è il fatto che nel 2012 l’associazione dell’ex premier britannico avrebbe ricevuto dall’uomo 500.000$.  Tuttavia, impossibile negarlo,  la sua carriera nella politica e negli affari lo hanno esposto a lungo ad un enorme conflitto di interessi.

Ecco qua cosa si nasconderebbe dietro a quell’enorme quantità di denaro arrivata nelle casse della Clinton Foundation: Pinchuk,  uomo di Davos, che puntava a realizzare una scuola di formazione per giovani politici da plasmare e crescere secondo necessità, e che aveva ed ha enorme influenza nella politica e nel mondo degli affari.

Oggi che il conflitto ha riportato l’Ucraina al centro dell’attenzione, tutta la questione si fa di nuovo molto interessante. Quanto e cosa ad oggi sarà rimasto di quello che Pinchuk aveva idea di costruire in Ucraina? Sarà per questo che la Clinton più volte ha lanciato parole molto dure contro Putin?

O sarà forse per questo che Putin ha messo la Clinton sulle sue liste di proscrizione?

MARTINA GIUNTOLI

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