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Notizie16 Gennaio 2023

Todd: “La Terza guerra mondiale è iniziata”

Di ·642 contenuti pubblicati
Todd: "La Terza guerra mondiale è iniziata"
Giulia Burgazzi analizza l'intervista di Emmanuel Todd, che afferma che la Terza guerra mondiale è iniziata. Si discute della questione esistenziale per Russia e Stati Uniti e del ruolo dell'Europa nel conflitto.
Punti chiave
  • Todd afferma che la Terza guerra mondiale è già iniziata.
  • La Russia non può perdere, è una questione esistenziale.
  • Gli Stati Uniti rischiano il crollo del loro controllo monetario.
  • L'Europa è il vaso di coccio tra due potenze.
  • Il conflitto dipenderà dalla capacità di produrre armamenti.
L'articolo

Secondo Emmanuel Todd, la Terza guerra mondiale è iniziata. La Russia non può perderla. Neanche gli Stati Uniti possono accettare una sconfitta. Prepariamoci ad un orizzonte temporale di cinque anni: avrà la meglio chi riuscirà a produrre più armi.

L’intervista che l’antropologo, storico e politologo ha rilasciato al quotidiano francese Le Figaro si eleva immensamente al di sopra di tutto il chiacchiericcio che la propaganda e i media mainstream ricamano sulla guerra in Ucraina. Soprattutto, è uno strumento utile per contemplare l’abisso che l’Europa ha di fronte: un’operazione indispensabile se si vuol provare a non finirci dentro.

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E così importante, questa intervista, che sebbene teoricamente riservata agli abbonati del Figaro è facile trovare il testo completo. Per chi lo preferisce, c’è anche una traduzione integrale in italiano.

Anche il Papa ha detto che quella in corso è la Terza guerra mondiale. Però Todd è specializzato nell’analisi di ascesa e tramonto dei popoli e delle culture. Negli Anni ’70 ha previsto il crollo dell’Unione Sovietica. All’inizio di questo millennio ha individuato i segni della debolezza degli Stati Uniti. E adesso? Adesso, conferma la maggiore debolezza degli Usa: ma non fa previsioni esplicite sull’esito della guerra.

L’occasione dell’intervista di Emmanuel Todd a Le Figaro è la pubblicazione, in Giappone, di un suo saggio intitolato appunto “La Terza guerra mondiale è iniziata”. Ha scelto il Giappone, dice, per due motivi. Primo, lì egli è considerato uno studioso, non una sorta di Gianburrasca; secondo, in Giappone la guerra in Ucraina, al contrario che in Europa, non comporta un gran coinvolgimento emotivo.

Secondo Todd, l’inizio della Terza guerra mondiale è un fatto ovvio, lapalissiano: la guerra territoriale in Ucraina è diventata un fatto globale a causa dello scontro economico che contrappone da un lato l’Occidente e dall’altro la Russia sostenuta dalla Cina.

La Russia, ricorda Todd, non può perdere. La guerra in Ucraina è per lei una questione esistenziale: si tratta di non avere avere la Nato e i missili occidentali praticamente dietro l’angolo di casa. Ma Todd aggiunge che si tratta di una questione esistenziale anche per gli Stati Uniti. Infatti, dice, se la Russia, aiutata dalla Cina, riuscisse a resistere alle sanzioni a tempo indefinito,

il controllo monetario e finanziario americano del mondo crollerebbe e con esso la possibilità per gli Stati Uniti di finanziare gratuitamente il proprio enorme deficit commerciale. […] Il risultato [della guerra] deve essere il crollo dell’uno o dell’altro.

Si tratta di uno scontro su un orizzonte temporale non brevissimo, secondo Todd: cinque anni.

Noi contiamo i chilometri quadrati riconquistati dagli ucraini, ma i russi aspettano la caduta delle economie europee. Noi siamo il loro fronte principale.

L’Europa è dunque il vaso di coccio fra i due vasi di ferro che combattono la Terza guerra mondiale. Ma secondo Todd per gli Stati Uniti le cose non vanno mica tanto bene. Basta considerare i risultati delle votazioni all’assemblea delle Nazioni Unite per constatare che il 75% del mondo non è con loro. L’indebolimento degli Usa è visibile ovunque, spiega, tranne che in Europa e in Giappone,

perché uno degli effetti del declino del sistema imperiale è che gli Stati Uniti rafforzano la loro presa sui protettorati iniziali [acquisiti cioè dopo la Seconda guerra mondiale].

Soprattutto, sostiene Todd, le cose negli Stati Uniti non vanno mica tanto bene perché i servizi e la sostanziale fuffa costituiscono buona parte del loro Pil. Quella russa, spiega, è invece un’economia per così dire concreta, legata a produzione di materiali e di beni. Abbiamo di fronte una guerra di logoramento; il suo esito dipenderà

dalla capacità dei due schieramenti di produrre armamenti.

Si può aggiungere una constatazione alle parole di Todd. Il fatto cioè che la qualità della vita declina in un’economia orientata alla produzione di armamenti.

Merita inoltre sottolineare che, nella sua analisi, proprio l’Europa (cioè noi) è al centro dello scontro. Dice infatti che la Russia aspetta la caduta delle economie europee, notando che Cina e India in questa situazione si fregano le mani.

Una classe politica europea non appiattita sugli Stati Uniti avrebbe fatto in modo che anche l’Europa potesse fregarsi le mani. Invece ci hanno trasformati nel vaso di coccio. E per addolcire questa terribile realtà i grandi media presentano la guerra in Ucraina come lo scontro fra il Bene e il Male.

GIULIA BURGAZZI

 

 

 

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