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Notizie14 Giugno 2022

“Un capo di Stato mi ha detto che sarebbe scoppiata la guerra”. Di chi parla Papa Francesco?

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Papa Francesco analizza le preoccupazioni di un capo di Stato riguardo alla NATO, evidenziando il rischio di guerra. Si discute anche dell'interpretazione della situazione geopolitica attuale e delle possibili conseguenze per l'Europa.
Punti chiave
  • Papa Francesco ha incontrato un capo di Stato prima dell'inizio della guerra.
  • Il capo di Stato ha espresso preoccupazioni per le azioni della NATO.
  • Francesco critica la narrativa binaria di buoni e cattivi nella geopolitica.
  • Il Papa aveva già parlato di 'Guerra Mondiale a pezzi' nel 2020.
  • Si ipotizza che il capo di Stato possa essere Sergio Mattarella.
L'articolo

“Un paio di mesi prima dell’inizio della guerra ho incontrato un capo di Stato, un uomo saggio, che parla poco, davvero molto saggio. E dopo aver parlato delle cose di cui voleva parlare, mi ha detto che era molto preoccupato per come si stava muovendo la Nato. Gli ho chiesto perché, e mi ha risposto: “Stanno abbaiando alle porte della Russia. E non capiscono che i russi sono imperiali e non permettono a nessuna potenza straniera di avvicinarsi a loro. Questa era la sua opinione. Il 24 febbraio è iniziata la guerra. Quel capo di Stato ha saputo leggere i segni di quel che stava avvenendo“.”. Ha concluso: “La situazione potrebbe portare alla guerra”. Queste sono le parole di Papa Francesco in una conversazione col direttore de “La Civiltà Cattolica” Antonio Spadaro sj.

Da un lato il Papa conferma la sua linea di critica all’atteggiamento aggressivo della NATO. “Dobbiamo allontanarci dal normale schema di “Cappuccetto rosso”:- dice il Pontefice – Cappuccetto rosso era buona e il lupo era il cattivo. Qui non ci sono buoni e cattivi metafisici, in modo astratto. Sta emergendo qualcosa di globale, con elementi che sono molto intrecciati tra di loro”. Quella della più grande autorità religiosa del mondo, in un mondo spaccato tra chi vede Putin come il Messia e chi lo vede come il Diavolo, resta l’analisi più lucida e “razionale” ed è un paradosso vedere appunto un’autorità religiosa ragionare “laicamente” mentre Capi di Stato e pensatori laici ragionano come dei millenaristi dell’Alto Medioevo. Il Papa aveva già parlato di “Guerra Mondiale a pezzi” nel dicembre 2020 durante la 23ma Giornata della Pastorale Sociale, ma ora è sicuro: “La Terza Guerra Mondiale è stata dichiarata”.

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Ma quel che interessa sono le parole di un “Capo di Stato” incontrato un paio di mesi prima dei quel fatidico 24 febbraio (quindi presumibilmente verso la fine di dicembre 2021) che ha usato quella frase per cui Visione TV è finita nel mirino dei servizi segreti: “l’abbaiare della NATO alle porte della Russia”. Ora scopriamo che la frase è stata ripresa dal Papa ma in origine era appunto di un misterioso Capo di Stato.

Quale Capo di Stato può aver incontrato il Papa a dicembre 2021? Proviamo a fare come Sherlock Holmes ed esaminiamo gli indizi. Un “Capo di Stato”, quindi non un Primo Ministro, ma un re o un presidente della Repubblica in caso di repubblica parlamentare o un presidente nel caso di Repubblica presidenziale. Crediamo che siano da escludere Joe Biden e Vladimir Putin e pensiamo anche i principali leader europei come Johnson, Macron, Scholz: non corrispondono alla descrizione. Andiamo a scorrere le attività del Pontefice a dicembre 2021. Quali Capi di Stato ha incontrato?

Sul sito del Vaticano non risultano incontri con particolari a dicembre: solo un viaggio apostolico a Cipro e i Grecia: quindi tra gli indiziati figurano la presidente della Repubblica Ellenica Katerina Sakellaropoulou e il presidente della Repubblica di Cipro Nikos Anastasiadis. Effettivamente costoro parlano poco. Deduciamo che il Papa li abbia incontrati, ma sul sito del Vaticano non è chiaramente detto che siano avvenuti questi incontri.

Nel 2021 il Papa ha anche incontrato il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in. Ma l’incontro risale ad ottobre che è un po’ più di un “paio di mesi” prima della guerra. In realtà il principale indiziato ce l’abbiamo sotto il naso. Francesco potrebbe alludere a Sergio Mattarella.

La cosa può lasciare disorientati. Però l’identikit sembra perfetto. E’ un “Capo di Stato” e non di governo, è descritto da tutti come “saggio” ed effettivamente “parla poco”. Soprattutto coincidono le date: Papa Francesco ha ricevuto Sergio Mattarella il 16 dicembre 2021 in quella che doveva essere la sua visita di congedo come presidente della Repubblica Italiana. Le indicazioni coincidono: “un paio di mesi prima dello scoppio della guerra”.

Non teniamo conto di eventuali telefonate del Papa a qualche leader, in una delle quali è stata pronunciata la famigerata frase poi ripresa da papa Bergoglio (tutto può essere) ma se ci basiamo sugli incontri personali questo troviamo. Non diciamo che sia avvenuto questo, diciamo che è possibile. Se fosse vero, riteniamo di dover per la prima volta in vita nostra di dar ragione al presidente.

Chiunque sia il leader che ha detto quella frase, l’analisi è giusta: Putin, non Madre Teresa di Calcutta (ma, come diceva Cosimo de’ Medici, gli Stati non si governano coi paternostri), è un uomo del KGB. Andare a provocare un uomo del KGB a capo di una potenza nucleare è come andare a tirare sassi ad una tigre aspettandosi che quella si volti dall’altra parte.

Perché qui non è una questione di essere più o meno filoputiniani, è una questione di realismo: l’ira di Putin è stata facilitata. A nostro scapito: i Paesi anglosassoni usano la vecchia tecnica di provocare col braccio di mare che li divide dal resto del Continente.

Angela Merkel, lucida nel dire che con Mosca si deve tenere aperta la via diplomatica, sostiene comunque che Putin “vuole distruggere l’Europa”. Francamente riteniamo che siano Washington e soprattutto Londra che mirano alla distruzione dell’Unione europea, non Mosca che al massimo vuole crearsi una “zona di sicurezza”.

Detto questo sarebbe bene che tale Capo di Stato si palesasse. Se ci sei, batti un colpo. Perché ora, con l’euro al collasso e varie crisi energetiche e alimentari, non possiamo permetterci di morire di fame. E se è chi pensiamo che sia, fermi il Capo di governo nella sua folle politica bellicista. Non aspetti, come fece un suo predecessore negli stessi palazzi, una disastrosa campagna di Russia e un 25 luglio prima di agire.

ANDREA SARTORI

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