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Notizie20 Dicembre 2021

Più austerity, più vaccini: è la cura (greca) contro l’inflazione

Di ·642 contenuti pubblicati
Don Quijote analizza l'analogia tra austerity e vaccini, evidenziando l'impatto negativo dell'austerity in Grecia. Si discute anche delle attuali politiche di contenimento dell'inflazione nell'UE e delle restrizioni per i non vaccinati.
Punti chiave
  • L'austerity in Grecia ha causato gravi danni economici e sociali.
  • Il FMI riconobbe nel 2013 i fallimenti della cura a base di austerity.
  • Il debito-PIL della Grecia è aumentato dopo la seconda dose di austerity.
  • L'UE mira a contenere l'inflazione sotto il 2% per proteggere i finanziatori.
  • Le restrizioni per i non vaccinati sono viste come un modo per deprimere i consumi.
L'articolo

Funziona male? Allora diamogliene di più. Esiste un curioso parallelismo fra l’austerity dell’UE – in Grecia la sua applicazione esemplare – e il vaccino contro il Covid in Italia.

Il più vistoso punto in comune fra austerity e vaccini è l’attuale Presidente del Consiglio italiano, che nella crisi greca ebbe un ruolo di primo piano (dal 2011 al 2019 fu presidente della BCE, la Banca Centrale Europea) e che ora tiene l’acceleratore a tavoletta sulla terza dose mentre negli ospedali i vaccinati diventano più numerosi dei non vaccinati.

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In Grecia, l’austerity iniziata nel 2009 è stata annientamento economico e macelleria sociale. Non è servita né a rilanciare l’economia né a ridurre il mitologico rapporto debito-PIL. Perfino il FMI, il Fondo Monetario Internazionale all’epoca guidato da Christine Lagarde che ora è a capo della BCE, riconobbe nel 2013 che la cura a base di austerity aveva danneggiato l’economia greca in modo grave.

La soluzione quale fu? Più austerity per la Grecia!, stabilirono nel 2015 UE e FMI. Il Governo greco aveva un opposto programma elettorale, ma dovette buttar giù la seconda dose dopo che il presidente della BCE Mario Draghi decise di non accettare più come garanzia i titoli di stato greci. L’alternativa per la Grecia sarebbe stato il default.

Dopo la seconda dose di austerity il rapporto debito-PIL della Grecia è ulteriormente, inarrestabilmente aumentato  e la disoccupazione è ora al 38,5%. Tuttavia i finanzieri che hanno prestato soldi alla Grecia sui mercati internazionali si sono ripresi capitale e interessi in euro sonanti e non svalutati dall’inflazione.

Del resto tutto l’ambaradan UE, oltre che a creare un unico mercato interno, mira appunto a contenere l’inflazione al di sotto del 2%. In questo modo, gli Stati molto indebitati non possono alleggerire il peso del loro debito stampando denaro e generando inflazione. I finanzieri, quando prestano soldi agli Stati dell’UE,  sono sicuri di investire bene il loro denaro.

Ora l’UE ha un problema enorme con l’inflazione. Uno dei modi per contenerla è deprimere i consumi, magari con un blackout e con il  razionamento dell’energia o magari con lockdown più o meno selettivi. Ad esempio, tagliando fuori i non adeguatamente vaccinati dalla vita sociale e dalla possibilità di spendere denaro.

A questo può servire anche un vaccino che funzionicchia, se viene combinato con crescenti restrizioni nei confronti di chi lo rifiuta.

Così siamo passati dall’ “Immunità già dopo la prima dose” di un anno fa, quando l’inflazione non mordeva, al crescendo rossiniano – adesso che l’inflazione UE è al 4,9% – di green pass e super green pass accompagnati da divieti per chi non si vaccina.

L’antivigilia di Natale, pare, gli italiani apriranno un pacco con ulteriori sorprese e restrizioni, tipo terza dose se vuoi fare vita normale e Netflix (offre sempre Burioni?) per chi schiva la siringa. In fondo, anche questa è una cura greca.

DON QUIJOTE

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