Europa, inflazione quasi al 5%: la pandemia come “tampone” per evitare la dissoluzione?

L’Unione europea non se la passa certo bene: anzi, più passa il tempo, più ricorda un malato terminale, simile all’Urss gorbacioviana. Notizie delle ultime ore: l’Ue ha un’inflazione pari al 4,9 per cento. Si tratta del tasso d’inflazione più alto da che esiste il famoso “euro irreversibile”.

Andando a vedere le singole nazioni notiamo come l’Italia affidata al curatore fallimentare Mario Draghi l’inflazione si attesta al 3,8 per cento su base annua il massimo da ben tredici anni. Ma è interessante gettare un occhio anche alla nazione egemone d’Europa, la Germania. L’eredità di Frau Merkel è l’inflazione al 6 per cento, il massimo da ben 29 anni. La BCE cerca di rassicurare sul fatto che sia “temporanea”

E su queste rassicurazioni sorge il sospetto: come dire che è temporanea? La Germania prende in considerazione un lockdown duro mentre in Italia il green pass rafforzato sta agendo da depressore dei consumi proprio sotto Natale.

D’altronde la comunicazione terroristica sul Covid è particolarmente forte in Europa, e mentre la politica la presenta la variante Omicron come la peste nera, la dottoressa sudafricana che l’ha scoperta la derubrica a banale raffreddore. La tattica è deprimere ulteriormente i consumi con lockdown e green pass per salvare “l’euro irreversibile”?

L’Unione europea pare sempre più destinata a morire, forse davvero di Covid. Tra la Brexit, la Polonia, Putin che preme alle frontiere, Washington che la abbandona, l’Unione europea ora si trova isolata, perde pezzi e sta fallendo pure economicamente. Esattamente lo stesso copione che ha visto il crollo dell’Unione Sovietica, della quale l’Ue è una copia pure malriuscita.

ANDREA SARTORI

Andrea Sartori

Andrea Sartori (Vigevano, 20 febbraio 1977), diplomato presso il liceo classico "Benedetto Cairoli" di Vigevano, si laurea in Lettere Classiche presso l'Università degli Studi di Pavia con una tesi sull'Egitto greco-romano.

Giornalista pubblicista, insegna per qualche anno presso una scuola privata vigevanese prima di intraprendere la carriera giornalistica prima come corrispondente locale presso i giornali L'Informatore Lomellino, La Lomellina e La Provincia Pavese per poi trasferirsi a Mosca dove insegna la lingua italiana presso la scuola steineriana di Laryushino (Oblast' di Mosca) e collaborare con la facoltà di medicina dell'Università Statale di Mosca per la cura dell'opera di Galeno.

Continua a collaborare giornalisticamente col Giornale di Reggio per il quale recensisce alcune mostre a Mosca.

E' autore di due romanzi: Dionisie: la prima inchiesta di Timandro il Cane (IBUC edizioni 2016) e L'Oscura Fabbrica del Duomo (IBUC edizioni 2019), "Acheruntia" (Kraken edizioni, 2021) ed è stato finalista ai premi di poesia "Settembre a Milano" (1998) e "Val di Magra" (1999).

Parla tre lingue (inglese, francese e russo). Sposato, ha un figlio

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