L’Unione europea non se la passa certo bene: anzi, più passa il tempo, più ricorda un malato terminale, simile all’Urss gorbacioviana. Notizie delle ultime ore: l’Ue ha un’inflazione pari al 4,9 per cento. Si tratta del tasso d’inflazione più alto da che esiste il famoso “euro irreversibile”.

Andando a vedere le singole nazioni notiamo come l’Italia affidata al curatore fallimentare Mario Draghi l’inflazione si attesta al 3,8 per cento su base annua il massimo da ben tredici anni. Ma è interessante gettare un occhio anche alla nazione egemone d’Europa, la Germania. L’eredità di Frau Merkel è l’inflazione al 6 per cento, il massimo da ben 29 anni. La BCE cerca di rassicurare sul fatto che sia “temporanea”

E su queste rassicurazioni sorge il sospetto: come dire che è temporanea? La Germania prende in considerazione un lockdown duro mentre in Italia il green pass rafforzato sta agendo da depressore dei consumi proprio sotto Natale.

D’altronde la comunicazione terroristica sul Covid è particolarmente forte in Europa, e mentre la politica la presenta la variante Omicron come la peste nera, la dottoressa sudafricana che l’ha scoperta la derubrica a banale raffreddore. La tattica è deprimere ulteriormente i consumi con lockdown e green pass per salvare “l’euro irreversibile”?

L’Unione europea pare sempre più destinata a morire, forse davvero di Covid. Tra la Brexit, la Polonia, Putin che preme alle frontiere, Washington che la abbandona, l’Unione europea ora si trova isolata, perde pezzi e sta fallendo pure economicamente. Esattamente lo stesso copione che ha visto il crollo dell’Unione Sovietica, della quale l’Ue è una copia pure malriuscita.

ANDREA SARTORI

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