Molto, eppure niente di nuovo sul fronte orientale. Con la controffensiva, l’Ucraina ha vinto una significativa battaglia e ha preso l’iniziativa militare: che è una novità, e anche grossa. Mai successo, dall’inizio della guerra. Ma tutto questo è ben diverso da vincere la guerra.
La questione fondamentale non si è spostata di un millimetro. Consiste nel fatto che, secondo l’Ucraina e i suoi alleati occidentali, la Russia può solo essere sconfitta. Fino a quel momento, di pace non si parla neppure. L’Ucraina vuole la resa e la smilitarizzazione della Russia: sono parole del segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa dell’Ucraina, Oleksiy Danilov.
Niente di nuovo sul fronte orientale, dunque, da questo punto di vista. È una pessima notizia per l’Europa, perché potrà mai la Russia arrendersi e accettare la smilitarizzazione? Equivarrebbe a rinnegare la propria stessa esistenza e a mettersi alla mercé dell’Occidente, avido di impossessarsi delle sue immense risorse naturali.
Visto che la Russia non può accettare, verosimilmente sta riorganizzandosi e alzerà il tono della guerra. Il possibile antipasto del nuovo corso è stato il bombardamento delle infrastrutture energetiche, che ha fatto piombare l’Ucraina nel buio. È anche questo un fatto nuovo: la Russia aveva sempre risparmiato le infrastrutture civili.
La Russia è una potenza nucleare. Senza immaginare che usi l’atomica, basta pensare a cosa accadrebbe se bombardasse a tappeto, oltre alle centrali elettriche, anche gli acquedotti, le strade, i gasdotti, le reti dei trasporti, gli snodi logistici per la distribuzione dei generi alimentari… La vita sarebbe impossibile nelle case senza luce, acqua, riscaldamento e cibo.
Gli ucraini non potrebbero che cercare di scappare in massa ad Ovest, in un’Europa alle prese anch’essa con le conseguenze della guerra voluta da Washington: il razionamento di energia e la recessione sempre più probabile. Milioni e milioni di profughi in arrivo durante un durissimo inverno freddo e buio. È questo il possibile destino dell’Europa, se Russia e Ucraina non siedono urgentemente al tavolo della pace.
Eppure non una sola voce del genere si leva dalle capitali europee. Tutti a dire: appoggiamo l’Ucraina, dev’essere l’Ucraina a decidere della guerra e della pace. Come se non fosse possibile cantarle chiare a Zelensky: se non cominci a trattare sul serio, non riceverai più da noi né un centesimo né un proiettile. Parlerebbe così perfino una casalinga: non solo i politici degni di questo nome. Eppure in Europa nessuno parla così. Ordini superiori, per caso?
Grazie alla controffensiva, l’Ucraina ha riconquistato 6.000 chilometri quadrati di territorio. O almeno, di 6.000 chilometri quadrati ha parlato il presidente Zelensky durante il suo bellicoso discorso alla nazione di ieri, lunedì 12 settembre.
Sempre che la cifra non rispecchi la propaganda bellica più della realtà, 6.000 chilometri quadrati corrispondono a poco più della Liguria. Prima della controffensiva ucraina, la Russia controllava 125.000 chilometri quadrati di territorio ucraino, ovvero oltre 20 Ligurie. I dati sono aggiornati a fine maggio – difficile trovarne di recenti – ma fino alla controffensiva non ci sono stati cambiamenti sostanziali, salvo qualche ulteriore ma non travolgente avanzata russa.
Se non si vuol tenere conto della Crimea (annessa dalla Russia dopo il referendum 2014) e delle due repubbliche separatiste, prima della controffensiva la Russia controllava 82.000 chilometri quadrati di territorio ucraino: circa 13 Ligurie.
Perfino a una casalinga è chiaro che per l’Ucraina la riconquista di una Liguria rappresenta il momento migliore in cui aprire i negoziati di pace. Nonostante le armi e gli aiuti occidentali, non potrebbe proseguire a lungo uno sforzo bellico del genere.
Per la controffensiva, l’Ucraina ha raccolto e mandato al fronte un numero di soldati di gran lunga superiore rispetto alle truppe russe. Il numero effettivo dei morti e dei feriti annega nelle due opposte fonti di propaganda, ma resta un fatto: la Russia ha l’atomica e 144 milioni di abitanti; l’Ucraina non ha l’atomica e ha circa 44 milioni di abitanti.
Chi altri potrà inviare al fronte, l’Ucraina, per proseguire l’offensiva? L’Occidente le dà armi sempre più letali: ma per usare le armi servono i soldati. Potrà mai essere sufficiente arruolare le donne, fatto inedito eppure temuto e possibile?
Lascia perdere, Ucraina. Siediti a un tavolo e tratta seriamente la pace. Gioca bene la carta della tua Liguria, perché non potrai andare molto più in là se non esponendo a pericoli enormi te stessa e noi. Glielo direbbe perfino una casalinga. Non glielo dicono i politici europei.
GIULIA BURGAZZI

















