La parte settentrionale e orientale dell’Ucraina è rimasta al buio ieri sera, domenica 11 settembre. L’intero Paese ne ha subito i contraccolpi durante il lavoro dei tecnici per stabilizzare la rete elettrica ancora servibile.

In risposta all’offensiva ucraina, presumibilmente la Russia ha cominciato infatti a martellare le infrastrutture civili. Nella fattispecie, le centrali elettriche. Finora, nulla del genere era accaduto: la guerra in Ucraina ha compiuto un salto di qualità.

Il bombardamento sulle infrastrutture energetiche dell’Ucraina non è una bella notizia per la Moldova, che sempre più orbita attorno all’Unione Europea e che sta aumentando conseguentemente i suoi legami con l’Ucraina. La Moldova ha enormi problemi di energia e ha tentato di risolverli acquistando dall’Ucraina il 30% dell’elettricità che le servirà in questo mese di settembre. Chissà cosa potrà ricevere, ora che molte centrali elettriche ucraine sono finite ko.

Per molti versi, il bombardamento delle infrastrutture energetiche dell’Ucraina non è neanche una bella notizia per le reti elettriche dell’Europa intera.

Con l’inizio della guerra, l’Ucraina si è  infatti disconnessa dalla rete elettrica russa (un’eredità del comune passato sovietico) e si è connessa a quella europea.

In Europa, le reti elettriche nazionali sono fortemente legate l’una all’altra. Nelle reti elettriche è necessario mantenere in costante equilibrio l’energia elettrica prelevata e quella immessa nel sistema. Questo fa sì che un blackout locale possa provocare un “effetto domino” via via geograficamente più esteso.

All’inizio del 2011 si era seriamente rischiato un blackout continentale a causa di una mancanza di corrente elettrica in Romania. Più un blackout è esteso, più sono necessari giorni di tempo per porvi riparo. E ora, con le centrali elettriche dell’Ucraina sotto le bombe…

I bombardamenti attribuiti ai russi hanno colpito le maggiori centrali termoelettriche dell’Ucraina orientale e centrale, a cominciare da quelle di Kharkiv e di Zaporizhzhia. Quest’ultima non va confusa con l’omonima centrale nucleare che da marzo è sotto il controllo russo e che negli ultimi giorni è stata completamente spenta. La notte è diventata buia a Kharkiv e Zaporizhzhia, ma anche nelle regioni di Sumy, Donetsk, Dnipropetrovsk, Poltava, Odessa. A Kharkiv inoltre è saltata internet.


A quanto si riesce a capire, non è stato finora possibile far tornare l’energia elettrica nella stessa Kharkiv, a Odessa e Zaporizhzhia. Probabilmente ormai in queste città non c’è neanche l’acqua potabile:  se manca la corrente elettrica, dopo un po’ gli acquedotti smettono di funzionare.

GIULIA BURGAZZI

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