Begli amici. Gli Stati Uniti non sono preoccupati per la recessione che incombe sull’Europa. Anzi: la situazione globale è tale che una recessione in Europa potrebbe perfino avere degli effetti positivi sugli Stati Uniti.

Lo si ricava da un articolo che il Washington Post ha pubblicato ieri, domenica 11 settembre. Le considerazioni sulla recessione in Europa compaiono nel testo, ma non nel titolo. Quest’ultimo parla invece della Casa Bianca sempre più in allarme per l’Europa. L’allarme tuttavia, si deduce, discende piuttosto dal fatto che un inverno freddo e buio potrebbe mettere a dura prova l’alleanza fra Stati Uniti ed Europa.

Il sottotitolo specifica che l’entourage del presidente Biden ha raddoppiato gli sforzi per esportare gas liquefatto statunitense verso l’Europa. Begli amici anche in questo: il gas liquefatto statunitense è stracaro rispetto a quello russo ed è un affare d’oro per gli Stati Uniti: non certo per l’Europa.

recessione in europa non preoccupa usa e potrebbe essere per loro vantaggiosa washington post

Il Washington Post costruisce l’articolo soprattutto tramite interviste a funzionari anonimi. Il tema centrale è: cosa succede se la Russia chiude ulteriormente i rubinetti del gas all’Europa? Cosa succede se la Russia cessa di vendere petrolio in seguito alla decisione dei G7 di imporre un tetto di prezzo al petrolio russo?

Il blocco all’esportazione di petrolio russo è ritenuto l’unica cosa preoccupante, perché farebbe aumentare il prezzo del petrolio. Il petrolio  a 150 dollari al barile danneggerebbe seriamente gli Stati Uniti, dicono le fonti dalle quali ha attinto il Washington Post. Invece, se la Russia continuasse a vendere il suo petrolio sui mercati mondiali e riducesse le esportazioni di gas verso l’Europa, la ricaduta sugli Stati Uniti sarebbe minima.

Una recessione in Europa è sempre più verosimile, scrive ancora il prestigioso quotidiano, ma il commercio con l’Europa rappresenta meno dell’1% del PIL statunitense. Il Dipartimento del Tesoro e il Consiglio dei Consulenti Economici ritengono dunque che una recessione in Europa avrebbe sugli Stati Uniti un impatto modesto e gestibile.

Non solo. Il Washington Post cita anche l’opinione di Dean Baker, un economista co-fondatore del CEPR, Center for Economic and Policy Research. Il CEPR è un istituto di ricerca londinese di orientamento liberale.

Proprio Dean Baker sostiene che una recessione in Europa potrebbe avvantaggiare gli Stati Uniti. Queste le sue parole in traduzione: “Se l’Europa entra in recessione, è ovvio che la domanda di un’ampia gamma di prodotti diminuisce. Siamo in una situazione così perversa che questo potrebbe essere positivo”.

GIULIA BURGAZZI

 

 

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