E’ questa la democrazia che l’Occidente vuol difendere a costo di scatenare la terza guerra mondiale? Bollato come filorusso, il maggior partito di opposizione in Ucraina è stato liquidato.  Si chiama(va) Piattaforma di Opposizione – Per la Vita. “Liquidato” è il vocabolo che il parlamentare Oleksiy Honcharenko (Solidarietà Europea) ha usato per dare l’annuncio. Alle elezioni 2019 la Piattaforma di Opposizione ha conquistato circa il 13% dei voti e 34 dei 450 seggi nella Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino. Ora i suoi collaboratori non vi siederanno più.

La lista dei partiti in corso di liquidazione, o già liquidati, è ben più lunga. In marzo il Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa ha proibito l’attività di 11 partiti politici, Piattaforma di Opposizione compresa, finché durerà la guerra e finché sarà in vigore la legge marziale. Li accomuna il medesimo marchio: filorussi.

Almeno un quarto della popolazione ucraina è di lingua e cultura russa: secondo alcuni la percentuale è più alta. Ma da Euromaidan in poi, in Ucraina dire “russo” equivale a dire “diavolo”. Per legge il russo ha perso lo status di lingua regionale e ne è vietato l’impiego in vari ambiti. L’ucraino e il russo sono lingue sorelle, un po’ come l’italiano e lo spagnolo. Tuttavia non è facile, per un italiano, andare dal medico parlando spagnolo e soprattutto compilare in spagnolo la dichiarazione dei redditi.

Se si ferma a trent’anni fa l’orologio della storia, il vocabolo “russo” somiglia molto al vocabolo “sovietico”, e quest’ultimo, a sua volta, somiglia a “comunista”. Così nel 2015 la democraticissima Ucraina ha messo fuorilegge tre partiti comunisti, in seguito ad una legge che condanna il comunismo e il nazismo e vieta di usare i loro simboli.

Per inciso, il battaglione Azov, incorporato nella Guardia Nazionale e dunque nell’esercito, ha conservato i suoi simboli nazistissimi. Ma in Ucraina non devono essersene accorti, o magari li considerano millenari simboli di matrice indoeuropea ed ignorano il significato che essi hanno assunto nell’ultimo secolo.

Nello stesso modo, l’Ucraina non deve essersi accorta che da tre secoli a questa parte l’Occidente del quale vuol far parte ha elaborato concetti tipo diritti umani, abolizione delle punizioni corporali, diritto penale e simili. Infatti l’Ucraina mette alla gogna i presunti colpevoli di furti. Letteralmente. Non si tratta di un eccesso di zelo da parte di poliziotti troppo compresi nella parte. Il Governo infatti benedice questo trattamento. Lo ritiene sensato. Pensa che abbia un effetto più profondo di un’azione penale.

Interrogati, Occidente. Domandati il motivo per il quale rifiuti di vedere questi fatti. Forse abbracci così voluttuosamente l’Ucraina perché la consideri la testa di cuoio incaricata di sdoganare cose di cui eri abituato a vergognarti?

GIULIA BURGAZZI

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