Per la prima volta dall’inizio della guerra, ci sono soldati statunitensi in Ucraina. Non sono volontari arruolati nella legione straniera di Zelensky e non sono nemmeno militari in congedo con ruoli di consulenti, istruttori o simili. Sono invece veri e propri soldati regolari dell’esercito con compiti di ispettori. Il loro compito: tracciare gli aiuti bellici che gli Stati Uniti inviano copiosamente in Ucraina. Si tratta di armi e delle attrezzature che valgono miliardi e miliardi di dollari. Gli ispettori devono stabilire che fine fanno.

Infatti proprio in questi giorni la polizia finlandese ha affermato che si sono trovate in vari Paesi europei armi da guerra inviate in Ucraina come aiuti militari. Fino a questo momento, il contrabbando di armi dall’Ucraina era solo un sospetto. Se la polizia finlandese ha ragione, il sospetto è diventato realtà.

La presenza di veri e propri soldati statunitensi in Ucraina tuttavia porta con sé un un interrogativo. Cosa capita se un bombardamento russo uccide o ferisce uno di loro?

Stavolta non si tratterebbe di un contractor partito di sua spontanea volontà, ma di un militare dell’esercito in servizio effettivo. Verosimilmente, le ispezioni comportano la necessità di visitare i depositi di armi e munizioni che costituiscono uno dei bersagli preferiti dei bombardamenti russi.

La notizia dei soldati inviati in Ucraina con il ruolo di ispettori è su varie testate statunitensi, fra cui la NBC News. Non si sa però quanti siano né quante ispezioni abbiano portato a termine, e con quali risultati.

In Ucraina, la corruzione ha radici robuste e ramificate: prima della guerra lo sottolineava perfino la Commissione europea, ora così generosa negli aiuti.  Più volte, dall’inizio del conflitto, è salito alla ribalta il dubbio che una parte dell’enorme massa di sofisticate armi e attrezzature inviate dall’Occidente prenda la strada del mercato nero e cada nelle mani di gruppi terroristici o della criminalità organizzata.

Nel luglio scorso un portavoce dell’Europol, l’agenzia dell’Unione europea per contrastare la criminalità organizzata, ha confermato alla rivista tedesca Der Spiegel l’esistenza di indizi relativi al contrabbando di armi in Ucraina. Apriti Cielo! Subito dopo l’Europol ha ufficialmente definito il contrabbando di armi una semplice minaccia, manifestando fiducia nella capacità dell’Ucraina di contrastarla adeguatamente.

Però in questi giorni la polizia finlandese ha confermato che il contrabbando di armi avviene. A questo ha dedicato un articolo il Moscow Times, un giornale online indipendente in lingua inglese. Non risulta che sia mai stato definito organo della propaganda putiniana.


Secondo la polizia finlandese – mica poco, la polizia finlandese – in vari Paesi europei si sono rinvenute armi inviate in Ucraina come aiuti militari: fucili d’assalto, pistole, granate, droni da combattimento. Mica poco neanche i fucili d’assalto e i droni da combattimento, peraltro. Peccato che la polizia finlandese non dica in quali Paesi erano finiti.

GIULIA BURGAZZI

 

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