Qualcuno vuole entrare nella legione straniera? L’Ucraina arruola soldati volontari provenienti dall’estero. Insieme alla distribuzione di armi ai civili, carcerati compresi, è la ricetta che porta alla balcanizzazione di un Paese. La balcanizzazione peraltro è il marchio di fabbrica della politica estera praticata dalle amministrazioni democratiche USA negli ultimi decenni.

La cronaca comincia con l’appello del presidente dell’Ucraina, Zelensky, per formare una “legione internazionale” di combattenti contro la Russia. Il modello, implicitamente, è quello del battaglione Azov, la legione straniera neonazista formata da volontari. In Ucraina, il battaglione Azov ha commesso atrocità dopo Euromaidan e dopo il rovesciamento 2013 del regime.

Al momento, in Ucraina sono arrivati volontari da Estonia, Lettonia, Polonia e Georgia. Altri ne sta reclutando, o almeno ci prova, l’ambasciata dell’Ucraina a Gerusalemme. L’idea della legione straniera ha l’appoggio incondizionato del ministro degli Esteri britannico.

Sputnik News registra il timore che gli Stati Uniti mandino in Ucraina i fondamentalisti islamici ex combattenti col Daesh. Ma sarà sicuramente una bufala. Sputnik News è nell’elenco delle testate che l’Unione Europea si prepara a vietare perché sono legate al Governo russo e, come tali, diffondono fake news.

Sta di fatto che in Medio Oriente il perdurante caos armato con una forte componente di fondamentalismo islamico islamico regna laddove le amministrazioni statunitense targate Partito Democratico hanno recentemente messo lo zampino. Fa eccezione parziale la Siria, dove l’intervento della Russia ha poi modificato la situazione.

Tanto per fare un esempio, il bombardamento di Bengasi qualcuno lo ricorda? E guardate com’è ridotta la Libia ancora adesso… In Ucraina, se non con i bombardamenti, l’amministrazione statunitense guidata dal democratico Biden ci ha messo lo zampino eccome. L’ha fatto con le parole, per interposta NATO ed interposta UE, con le sanzioni statunitensi alla Russia e con gli ingenti aiuti all’Ucraina.

Un altro ingrediente completa il cocktail del caos apparecchiato per l’Ucraina. E’ l’appello ai civili affinché combattano contro la Russia. Lo ha lanciato il presidente Zelensky. Esorta la gente di confezionare bombe molotov. Offre armi a tutti. Le offre anche carcerati, insieme all’uscita dalla galera.

Non ci vuole un genio per capire cosa può succedere quando chicchessia ha la possibilità di sparare. Si può diplomaticamente affermare che magari qualcuno avrà la tentazione di perseguire, diciamo, scopi altamente impropri. Tipo regolare dei vecchi conticini personali. Tipo rubare e saccheggiare. E se poi qualcuno ha anche una componente malvagia e sadica nell’anima, addio.

Non si può fare il processo alle intenzioni del singolo, certo. Ma solo il Cielo sa come useranno le armi coloro che in Ucraina sono disposti ad impugnarle pur di uscire dalla galera.

GIULIA BURGAZZI

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