Sembra proprio che quest’anno toglieremo gli abiti dalla naftalina prima del tempo. E questa volta non si parla di gas o di riscaldamento, o di sanzioni,  ma del buon vecchio Covid che pensavamo di aver accantonato per lo meno fino al prossimo autunno e che invece rispunta fuori sulle testate mainstream e si prepara al suo ritorno in grande stile.

E’ sicuramente vero che il conflitto ucraino ha tolto molta visibilità ai virostar e ai dibattiti vaccinali, ma ci siamo forse illusi  pensando che la guerra potesse eradicare del tutto l’epidemia, visto che molto dell’impianto narrativo che è stato con noi negli ultimi due anni è silenziosamente rimasto. Si pensi al bollettino quotidiano, ad esempio, che abbiamo chiamato, ironia della sorte, bollettino di guerra: ora non avrebbe più senso alcuno di esistere, eppure è ancora lì, a primeggiare tra le notifiche dei notiziari sui telefoni cellulari.

C’è da chiedersi perché non si possa voltare questa pagina, ma soprattutto in che modo i signori dell’establishment pensino di tornare alla carica questa volta con l’ennesima ondata, dopo che gli insuccessi vaccinali, i disastri degli effetti avversi, i numeri palesemente gonfiati, gli interessi di case farmaceutiche e ospedali, i test PCR che non funzionano,  si sono tutti palesati in maniera più o meno evidente anche al grande pubblico. Già, questa volta sarà proprio una bella sfida anche per loro.

Comincia quindi l’impresa il New York Times che appena tre giorni fa annuncia in pompa magna una nuova ondata con la sottovariante BA.2 e si propone al contempo di dare consigli alla cittadinanza al fine di minimizzare il rischio di contagio e di “disgregazione familiare” che l’infezione covid ha portato. Si racconta che in seguito ad accuratissimo controllo delle acque di scarico di 150 siti di sorveglianza la diffusione della nuova ondata negli Stati Uniti sia di fatto già iniziata e che non si possa prevedere come evolverà questa volta: “a questo punto non possiamo escludere nulla, nemmeno un lockdown, dipenderà dal numero dei contagi”.

Il dottor Eric Topol, uno dei virtuosi del tema sars-cov 2 e contemporaneamente della rivoluzione digitale in medicina, sembra vedere in questa nuova ondata un pericolo ancora più grande del passato, visto che la campagna dei booster non è decollata come avrebbe dovuto, e perché la gente dopo due anni sembra ormai stanca delle misure pandemiche e quindi automaticamente si protegge anche meno.

Ma ci pensa Jamie Davis a dare preziosi ed irrinunciabili consigli a tal proposito, come ad esempio portare sempre una mascherina di buona qualità, ascoltare ogni giorno i bollettini con le indicazioni sui numeri ufficiali, farsi regolarmente il test covid a casa, ri-vaccinarsi se è il caso, comprarsi un saturimetro e non fare programmi di viaggio che siano incancellabili.

Continua sulla stessa falsariga del New York Times, e con un sapiente attacco in sincrono, il Guardian che ci informa che in UK la nuova lista ufficiale approvata dei sintomi riconducibili al Covid 19 si è arricchita di ben 9 new entry, come la diarrea, la stanchezza, o il mal di gola, in sostanza qualsiasi cosa è Covid. A dar man forte è questa volta il dottor Tim Spector, il quale si dice entusiasta di questo aggiornamento operato  dall’ NHS perchè finalmente “sarà possibile capire quanto il covid 19 è subdolo dal momento che i sintomi sono praticamente gli stessi della comune influenza“, e consiglia di rivolgersi per il monitoraggio dei casi sul territorio alla (sua) app Zoe.  “Non riesco a capire perchè il servizio nazionale non abbia approvato immediatamente questa lista di sintomi, visto che avremmo potuto salvare molte più vite. Ora sarà tutto più semplice”.

Se poi al duetto aggiungiamo le notizie che giungono dalla Cina, abbiamo un quadro ancora più chiaro di quello che potrebbe profilarsi all’orizzonte.

La città di Shangai avrebbe messo 26 milioni di cittadini in lockdown per una nuova ondata, e quel che lascia più sgomenti è l’approccio che le autorità starebbero utilizzando per fermare l’impennata di casi. Wu Qianyu, un ufficiale della commissione salute della città ha raccontato che sono stati disposti 20.000 laboratori on-the-road dove tutti devono necessariamente recarsi per essere testati, e dove ad accogliere i locali ci saranno ben 50.000 medici. E, dulcis in fundo, i bambini positivi  verranno allontanati dalla famiglia e trattati in apposite strutture anche se piccoli.

Ormai conosciamo questo schema. Il pericolo che viene da lontano (Cina),  la colpa instillata nel  cittadino poiché non osserva le regole o perché non si è adeguatamente vaccinato, il controllo sugli spostamenti, le scene tragiche di allontanamento di piccoli pazienti e le città fantasma.

Non è che dopo due anni abbondanti, i soliti noti vogliono rifilarci un’ altra ondata covid in stile 2020? E se sì, chi ci cascherà questa volta?

MARTINA GIUNTOLI

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