Gli Stati Uniti stanno strangolando l’industria europea. L’Unione europea risulta cornuta e mazziata, mentre lo zio Sam si frega le mani.

Si sveglieranno, finalmente, i nostri governanti? Pare proprio di no: nessun segno che vogliano affrontare la situazione a muso duro, come invece meriterebbe.

Il commissario Ue al Mercato interno, Thierry Breton, ha parlato di una “sfida esistenziale” lanciata dagli Usa all’industria europea.

Nei fatti è uno strangolamento dell’industria europea, che si compone di due elementi.

Primo elemento: il costo dell’energia, “incorporato” per ogni attività produttiva.

Per effetto delle sanzioni a trazione statunitense contro la Russia, l’energia è molto più cara nell’Unione europea che negli Usa: qui il prezzo del gas è 10 volte più alto. Inoltre, ora il business del fracking americano si regge solo sulle spalle e sulle tasche europee. Di qui le difficoltà per le merci italiane ed europee di farsi strada nel mercato statunitense, e la tendenza delle aziende a traslocare, magari proprio negli Stati Uniti.

Secondo elemento: i sussidi statali alle aziende statunitensi, attraverso l’Inflation Reduction Act, la legge per ridurre l’inflazione.

Anche negli Stati Uniti la guerra in Ucraina ha portato con sé l’inflazione, benché più contenuta. Complessivamente, i sussidi statali all’industria ammontano a 369 miliardi di dollari.

Ci sono anche detrazioni fiscali per chi acquista un veicolo elettrico: purché assemblato in Nord America e con gran parte dei componenti di provenienza nordamericana. Ovvero: se il veicolo viene dal Canada va bene, ma per l’Unione Europea  c’è solo un “ciaone”.

Di fronte a questa situazione verrebbe spontaneo indirizzare a nostra volta un “ciaone” all’altra sponda dell’Atlantico. Invece, nulla di tutto questo:

In traduzione:

Secondo due alti funzionari, l’Unione Europea si sente in una situazione di emergenza e sta preparandosi a dare una grande spinta ai sussidi, per impedire alla concorrenza statunitense di spazzar via l’industria europea.

Ovvero, l’Unione Europea intende a sua volta fornire sussidi alle industrie per aiutarle a stare al passo con i sussidi americani.

Però, così facendo, l’Ue mostra di voler affrontare uno solo dei due elementi di cui si compone la “sfida esistenziale” degli Stati Uniti all’industria europea. Intende cioè limitarsi a rispondere ai sussidi statunitensi con i sussidi europei.

E l’altro elemento della “sfida esistenziale”, o meglio dello strangolamento? Il prezzo dell’energia, enormemente più alto in Europa che negli Usa, è la vera palla al piede delle attività produttive europee nei confronti di quelle statunitensi.

A proposito del costo e della disponibilità dell’energia, il parossismo propositivo dell’Ue non è sfociato al momento in risultati tangibili. Il problema dell’energia potrebbe essere facilmente risolto eliminando le sanzioni contro la Russia ed evitando l’appiattimento su posizioni ultra atlantiste. Invece…

Invece di questa soluzione non si parla nemmeno. L’Ue continua a portare acqua con le orecchie agli Stati Uniti, appoggiando guerra e sanzioni che vanno contro i suoi stessi interessi. Invece gli Stati Uniti fanno esclusivamente i propri interessi. Anche quando si tratta di calpestare i nostri.

GIULIA BURGAZZI

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