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Notizie27 Ottobre 2021

Energia: le pericolose fantasie nucleari di Ursula

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
L'articolo analizza le proposte di Ursula von der Leyen riguardo all'energia nucleare nell'Unione Europea. Si evidenziano i ritardi e i costi elevati dei nuovi reattori, oltre alla controversia sull'inclusione del nucleare tra le energie sostenibili.
Punti chiave
  • L'UE sta cercando di multare Gazprom per l'aumento dei prezzi del gas.
  • Gazprom fornisce oltre il 40% del gas importato dall'UE.
  • Ursula von der Leyen promuove il nucleare come energia sostenibile.
  • I reattori nucleari in UE hanno in media 35 anni di età.
  • I costi dei nuovi reattori sono aumentati drasticamente negli anni.
L'articolo

L’Unione Europea è in ginocchio per l‘enorme rincaro del gas e dell’energia e finalmente a Bruxelles hanno trovato il modo per uscire tutti quanti dai guai: cercare di affibbiare una megamulta al colosso russo del gas Gazprom – l’unico che, aumentando le forniture, potrebbe alleviare la crisi – e puntare sul nucleare, riverniciandolo per l’occasione di verde.

E’ il segno che l’UE guarda davvero lontano. Ma solo nel senso che sono tuttora in costruzione, con costi nel frattempo quadruplicati o più, gli unici due nuovi reattori europei la cui entrata in funzione era attesa già più di dieci anni fa. A prescindere da tutti gli altri, enormi problemi questo dà un’idea del tempo che sarebbe necessario per percorrere la strada nucleare.

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Innanzitutto, l’intenzione di multare Gazprom. In pieno stile UE, il commissario europeo per l’energia Kadri Simson l’ha detto chiaramente ma non in modo chiaro. Ha affermato cioè che l’UE sta raccogliendo prove per stabilire se l’aumento del prezzo dell’energia possa dipendere da attività illegali di uno dei maggiori fornitori di gas.

Gazprom è il monopolista del gas russo. Fornisce da solo oltre il 40% del gas importato dall’UE. Ora l’UE, in sostanza, sta controllando se è possibile accusarlo di abuso di posizione dominante. Se esiste la possibilità che la Russia aumenti le forniture all’Unione Europea (oltretutto quest’anno gli stoccaggi sono semivuoti), una mossa del genere non aiuta certo a concretizzarla.

E come faremo? L’alternativa ce l’ha pronta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Ha scritto su Twitter che l’UE ha bisogno di più energia rinnovabile. Sacrosanto: non inquina ed è l’unica che l’UE, povera di combustibili fossili, può produrre autonomamente, seppur dopo aver importato pannelli solari e simili. Però von der Leyen ha aggiunto che l’UE ha bisogno del nucleare.

Gli analisti avvertono: è il segno che l’UE vuole includere il nucleare fra i settori di attività sostenibili ed ecologici. Ma è una vecchia bugia cercare di affermare che il nucleare è ecologico perché non produce emissioni.

Soprattutto, promuovendo il nucleare Ursula von der Leyen dimostra di non badare né al tempo né alle spese. Le centrali nucleari presenti nell’UE sono vecchie: hanno in media 35 anni (l’età dell’incidente di Chernobyl, più o meno) e la loro architettura strutturale e concettuale è conseguentemente lontana dagli standard attuali.

Sono solo due i reattori di III generazione in costruzione nell’Unione Europea: quelli di Flamanville in Francia e di Oulkiluoto 3 in Finlandia. Hanno cominciato il loro iter progettuale più o meno col nuovo secolo. Si supponeva che entrassero in funzione verso il 2010. I ritardi sono fondamentalmente legati a questioni di sicurezza.

Dopo l’ennesima proroga, Olkiluoto 3 è atteso per il giugno 2022. I costi erano inizialmente calcolati in circa 3 miliardi di euro. Nel 2012 erano saliti a 8,5. Da allora nessuno più è riuscito a tenere il segno.

A Flamanville, risolto l’ennesimo problema di sicurezza, l’anno venturo si dovrebbe, pare, inserire il combustibile nel reattore. Costi inizialmente stimati: 3 miliardi di euro. Ora (stima del marzo scorso) si veleggia attorno ai 12,4.

I tempi e i costi della soluzione von der Leyen alla crisi energetica europea non potrebbero essere più chiari.

DON QUIJOTE

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