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Notizie19 Settembre 2022

Dopo le sanzioni alla Russia, adesso la Ue vuole tagliare i fondi all’Ungheria

Di ·642 contenuti pubblicati
commissione europea propone taglio fondi ue a ungheria
Giulia Burgazzi analizza la proposta della Commissione Europea di tagliare i fondi all'Ungheria di Orban, accusata di non rispettare i principi democratici. Si discute anche delle implicazioni delle sanzioni contro la Russia e della posizione divergente di Orban rispetto all'Unione Europea.
Punti chiave
  • La Commissione Europea propone di tagliare 7,5 miliardi di fondi all'Ungheria.
  • Orban ha bloccato e ritardato sanzioni contro la Russia in passato.
  • Il 40% delle industrie europee potrebbe chiudere a causa delle sanzioni.
  • Orban prevede che la guerra in Ucraina durerà fino al 2030.
  • Il Consiglio UE ha un mese per decidere sul congelamento dei fondi.
L'articolo

Come previsto, la Commissione Europea ha proposto ieri, domenica 18 settembre, di tagliare i fondi all’Ungheria di Orban, accusata di non essere più una piena democrazia. Non era mai accaduto nulla del genere. Praticamente, dopo aver sanzionato la Russia, l’Unione Europea passa a sanzionare un suo Stato membro.

Al di là della vecchia diatriba sullo stato di diritto, che è alla base del taglio dei fondi e che coinvolgeva anche la Polonia, la divergenza sostanziale fra l’Ungheria e le istituzioni UE riguarda infatti le sanzioni e l’atteggiamento nei confronti della Russia. Non a caso la Polonia, il falco dei falchi antirussi, sembra aver rimediato, almeno per ora, ai suoi peccati relativi allo stato di diritto.

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Invece Orban… Il primo ministro ungherese in passato si è opposto alle sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia. Ne ha bloccate alcune, ritardate altre ed è riuscito ad esentare l’Ungheria dal divieto di importare il petrolio russo che entrerà in vigore a dicembre.

Orban ha ribadito la sua visione divergente anche durante un incontro a porte chiuse con il suo partito, Fidesz. Si è svolto dieci giorni fa, ma sabato 17 i media ungheresi hanno ricostruito e pubblicato il discorso che Orban ha tenuto per l’occasione.

Secondo quanto Orban ha affermato, con le sanzioni contro la Russia l’Europa si spara sui piedi, dal momento che a causa delle sanzioni il 40% delle industrie europee potrebbe chiudere durante l’inverno.

Alla luce della crisi dell’energia, è difficile dargli torto sulle pessime acque in cui ora navigano le attività economiche nell’Unione Europea.

Durante il medesimo incontro a porte chiuse, Orban ha detto che la guerra in Ucraina sarebbe rimasta un conflitto locale se l’Occidente non vi si fosse immischiato e che probabilmente durerà fino al 2030. Entro quella data secondo lui l’Unione Europea potrebbe andare a pezzi ed è necessario interrogarsi sul significato dell’appartenenza all’UE.

In base alla proposta che la Commissione Europea ha formulato domenica, l’Ungheria perderebbe 7,5 miliardi di fondi UE. E’ il 65% dei cosiddetti “fondi di coesione” che le spetterebbero. Dopo la Polonia, l’Ungheria è il maggior beneficiario netto di fondi europei.

La decisione finale sul congelamento dei fondi spetta al Consiglio UE. È l’organismo che rappresenta i governi degli Stati membri. Ha tempo un mese per votare, più eventualmente altri due mesi in caso di circostanze eccezionali.

Ovviamente, il taglio dei fondi non aiuterebbe certo l’Ungheria a rimanere nell’Unione Europea. Se se ne andasse, sanzioni alla Russia ed appoggio incondizionato all’Ucraina sarebbero sostenute da una ben maggiore coesione. Ma l’Ungheria, dopo la Gran Bretagna, sarebbe il secondo Stato a lasciare l’Unione Europea nel giro di pochi anni.

GIULIA BURGAZZI

 

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