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Notizie21 Marzo 2022

Zelensky e il suo governo tra commediografi e commedianti

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza il governo di Zelensky, evidenziando il suo legame con il mondo dello spettacolo. Si discute anche delle promesse elettorali non mantenute e dell'influenza di personaggi legati alla sua carriera televisiva.
Punti chiave
  • Zelensky, ex comico, ha promesso di combattere la corruzione.
  • Il suo governo include ex membri della sua società di produzione.
  • Scandali legati a società offshore hanno colpito alcuni collaboratori.
  • Il governo ucraino è paragonato a quello italiano per il suo approccio.
  • Le politiche rimangono simili, nonostante i cambi di governo.
L'articolo

Il potere dello spettacolo, o anche: lo spettacolo al potere. Oppure, in alternativa, un governo di tecnocrati. In altre parole: ora Zelensky; prima di lui, i ministri selezionati da un’agenzia specializzata nella ricerca di personale da inserire negli organigrammi aziendali.

Quel che è accaduto in Ucraina dopo Euromaidan e dopo il rovesciamento 2014 del regime non ostile alla Russia dà in fondo ragione alla presidente della Commissione Europea. Von der Leyen afferma che l’Ucraina è una di noi. E’ vero anche e soprattutto per un aspetto al quale l’Ursula di Bruxelles non intendeva verosimilmente alludere. Ovvero, le democrazie che non offrono al proprio interno una visione del mondo diversa dal globalismo neoliberista finiscono per mandare al Governo dei manager o per riciclare in politica attori. Le politiche non c’entrano, e infatti in un caso e nell’altro cambiano ben poco. Vanno e vengono solo i lustrini televisivi che le incartano.

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Il predecessore di Zelensky in Ucraina fu Poroskenko. Il suo fu il primo Governo post Euromaidan. Fra i ministri di Poroshenko, alcuni erano stranieri selezionati da un’agenzia specializzata nella scelta di manager per le aziende. Il modello dei migliori e dei tecnici ricorda da vicino l’attuale Governo italiano.

Venendo ai giorni nostri, rispetto a Zelensky e al suo entourage che che ora occupa ruoli di potere in Ucraina, il nome di Beppe Grillo dice niente? Certo, Grillo non è nemmeno mai entrato in Parlamento. Ma è l’Elevato di una forza politica populista che ha vinto le ultime elezioni e che ha meticolosamente tradito e rovesciato le sue promesse elettorali.

Lo sanno anche i sassi che Zelensky era un comico televisivo popolarissimo grazie alla serie “Servitore del popolo”: il nome che poi ha dato al suo partito. Prima di vincere le elezioni, in tv interpretava appunto il presidente della Repubblica. Sceso in politica, nel suo programma elettorale, definito populista, prometteva fra l’altro di combattere gli oligarchi e la corruzione, nonché di trovare un accordo con la Russia per il Donbass. Non è andata esattamente in quel modo…

Zelensky ha portato con sé nelle stanze dei bottoni varie persone legate alla sua vita precedente di attore televisivo. Dopo la sua ascesa al potere, avvenuta nel 2019, si sono verificati vari turn over. All’inizio, comunque, ha pescato da Kvartal 95 – la sua società di produzione televisiva – l’ex attore Sergei Sivokho, al quale ha affidato il ruolo di consigliere per la reintegrazione del Donbass. Non è durato.

Non è durato neanche Ivan Bakanov, ex leader del partito “Servitore del popolo” ed ex capo dei servizi segreti, anche lui proveniente da Kvartal 95. Alla faccia della lotta agli oligarchi e alla corruzione, è venuto fuori uno scandalo legato a società offshore.

E’ tuttora al suo posto Andriy Yermak, capo di gabinetto di Zelensky, avvocato esperto in diritto internazionale e produttore televisivo. Chissà se sono di Yermak i suggerimenti sul look e sui toni d’effetto che Zelensky usa nel tour per convincere l’Occidente a precipitare nella terza guerra mondiale.

GIULIA BURGAZZI

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