“Volontari, portatevi da casa il panino”. Eurovision, lo sprezzo del ridicolo

Vincerà l’Ucraina: va da sé. Comincia oggi, martedì, a Torino la sagra canora del politicamente corretto e dei finti ribelli venditori di conformismo. Porta il nome di Eurovision o anche Eurofestival. Attorno all’evento, che verrà trasmesso da Rai1, girano pacchi di milioni, eppure a mandare avanti concretamente la baracca è (anche) il lavoro di 600 volontari,  con compiti che vanno dalla gestione dei flussi di pubblico al servizio informazioni.

In cambio, i volontari ricevono solo gloria, se gloria ci può essere, e neanche un bicchier d’acqua. In particolare, gli addetti all’area Vip non possono attingere cibi e bevande dal catering riservato agli ospiti. Hanno ricevuto una mail che li avvisa: se vogliono mangiare, devono portarsi qualcosa da casa e consumarlo altrove.

Effettivamente la comparsa di un umile panino alla mortadella nel contesto di un grande evento causerebbe una caduta di tono. Non offrire nulla a chi assiste al banchetto altrui è una caduta di tono gravissima: tuttavia è invisibile, al contrario di una fetta di mortadella.

Torino e l’Italia organizzano Eurovision 2022 in seguito alla vittoria dei Maneskin (il prototipo della sessualità fluida) nell’edizione 2021. I conti di Eurovision 2022 sono complicati, ma dovrebbero aggirarsi sui 20-22 milioni. Considerati contributi, sponsorizzazioni e 1,5 milioni stanziati dal Governo (che sono soldi pubblici), il Comune di Torino ci rimetterà più o meno, si calcola, 3 milioni di euro. Che sono soldi pubblici anch’essi.

Evidentemente offrire qualcosa da mangiare ai volontari, e soprattutto a coloro che assisteranno al catering Vip, sarebbe stata la goccia in grado di far traboccare il vaso delle spese.

Partecipano ad Eurovision 40 nazioni. Non tutte propriamente europee, tipo Israele ed Australia. Rappresentano l’Italia i vincitori di Sanremo, Mahmood & Blanco: altri alfieri della sessualità non convenzionale. Achille Lauro, con le sue pose da maudit nazionalpopolare, è in gara per San Marino.

Ma comunque non c’è storia. Le sanzioni belliche contemplano anche l’espulsione della Russia dall’Eurovision. E dunque vincerà l’Ucraina, senza se e senza ma. E’ in gara con la Kalush Orchestra che canta “Stefania”. Il tema è la mamma coi capelli imbiancati dagli anni. Più nazionalpopolare di così…

I biglietti per assistere dal vivo a tutto ciò  costano fior di quattrini. I posti migliori per la finale valgono 300-350 euro. Chi vuol risparmiare, può acquistare a 30 euro un biglietto che consente solo di sentire ma non di vedere gli artisti sul palco. Uno sprezzo del ridicolo pari almeno alla mail che avverte i volontari di portarsi il panino da casa e di mangiarlo lontano da occhi Vip.

GIULIA BURGAZZI

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