Proprio nei giorni in cui le brave persone, i contribuenti onesti, la classe media pacata ed emancipata verso un ragionevole rispetto della legge, subiscono la più irrazionale ed isterica impennata di restrizioni e controlli mai vista nella storia moderna, diventa molto più facile individuare quali siano le categorie residue a bearsi di questa ignominia epocale, e a festeggiare.

Nulla di nuovo sotto il sole, sia ben chiaro: trattasi semplicemente dell’ affermazione di quel rovesciato mondo prog-globalista che, ormai da decenni, stava apparecchiando la demolizione della Civiltà per sostituirla con una massa di sradicati de-culturati, mondializzati e asserviti solo alla banconota di regime.

Tuttavia, dopo il crollo delle ideologie tradizionali, come riconoscere le categorie sociali beneficiate dalla dittatura politica in atto? Semplice, basta osservare chi festeggia. E a festeggiare sono due categorie solo apparentemente antitetiche fra loro, ma di fatto funzionali al medesimo, sinistro disegno globalista: la danarosa élite ingioiellata e plaudente alla prima della Scala, da una parte; e i tanti ragazzotti scalmanati che si denudano nelle fontane e nelle metropolitane (a sfregio, dato il freddo), che occupano le case di anziani e ammalati sfrattandoli, e che violentano (magari col green pass in tasca) ragazzine nei treni, dall’altra.

Entrambe queste categorie, pur (per ora) ampiamente minoritarie rispetto al “populus”, hanno tutto da guadagnare dal clima di destabilizzazione politico-economica che mira a scardinare benessere generale, sicurezza pubblica e titolarità di diritti soggettivi (come la proprietà privata) che sono stati la roccaforte di quella meravigliosa democrazia scaturita lungo i millenni dalla tradizione ateniese e romana.

La dimostrazione della connivenza di intenti a danno del ceto medio fra élite e manovalanza globaliste è tutta nella costante tutela ideologica della prima in favore della seconda, e nel sostegno demografico, che in prospettiva sarà anche elettorale, della seconda in favore della prima.

E così, a farsesche “transizioni green” volte a mettere il cappio fiscale a proprietà edilizia e mobilità automobilistica degli Italiani, corrisponderanno espropriazioni e aste a favore di beneficiari ben più disponibili all’obbedienza e pronti a sostituire i capricciosi autoctoni disobbedienti.

Dulcis in fundo, l’élìte di cui sopra ci minaccia con immotivati black-out energetici (nonostante il caro-bollette) durante i quali, col clima sociale sin qui descritto, non sarebbe difficile immaginare chi sarebbero le vittime e chi i carnefici del perverso videogioco in cui siamo finiti.

Pochi ricorderanno il sociologo Giovanni Sartori, assiduo frequentatore dei salotti radical-chic in qualità di opinionista anti-berlusconiano, sino a quando alcune sue pubblicazioni sul fallimento cronico del cosiddetto multiculturalismo, scritte invece in qualità di sociologo, bastarono a farlo sparire dalla circolazione mainstream.

Ora che siamo alla resa dei conti, sempre più menti libere, lucide e acute che abbiano osato palesare la propria onestà intellettuale, sono destinate a fare la stessa fine di Sartori, Magli e Fallaci, se non peggio. Ma, stavolta, riteniamo abbiano imparato dai tristi trascorsi dei loro colleghi e si siano finalmente decisi a organizzare una bella fronda di libertà.

HELMUT LEFTBUSTER

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