UE: attacco alle case degli italiani. Con la scusa dell'”emergenza ambientale”

Nell’epoca del Covid le grandi multinazionali e società finanziarie hanno fatto utili record, mentre la piccola impresa è stata massacrata. Non ci siamo ancora ripresi dagli effetti sulla piccole aziende e sul piccolo commercio della presunta emergenza sanitaria che già si profila all’orizzonte l’utilizzo di un’altra presunta emergenza per concentrare ulteriormente la ricchezza: l’emergenza ambientale.
Da tempo ormai i media, la politica e le istituzioni scientifiche lanciano allarmi sul presunto riscaldamento globale, descritto con toni apocalittici come una minaccia esistenziale per l’intera umanità.
In questo clima arriva la proposta dell’UE per l’efficientamento energetico, che prevede addirittura l’impossibilità di vendere o affittare un immobile che non abbia i requisiti energetici stabiliti dalla nuova legge. Ma niente paura, le istituzioni comunitarie e nazionali hanno già la soluzione per tagliare le emissioni e fornire ai cittadini gli strumenti per mettersi in regola con le nuove regole.
Una volta che l’obbligo sull’efficienza energetica entrerà in vigore sarà possibile ottenere che delle società specializzate eseguano i lavori per conto del proprietario, in sinergia con banche ed istituti finanziari che forniranno i capitali necessari. Le aziende in questione, le Esco, verranno poi ripagate con i risparmi in bolletta per tutta la durata del contratto che è in genere decennale.
Un vantaggio per tutti apparentemente, in realtà un rischio enorme per i proprietari di casa.
Chi possiede un bene immobiliare sarà infatti costretto ad indebitarsi con delle società per una quota che può arrivare al 50% del valore della casa, debito che andrà ripagato con gli interessi (le banche non sono istituti di beneficienza) sui costi della bolletta, costi che già ora sono lievitati in maniera insostenibile per molti utenti, ma non basta.
Tra i vari contratti che possono essere stipulati infatti la maggioranza prevederà che le Esco, in genere società private, saranno proprietaria dell’impianto e dunque di una parte dell’immobile. Inoltre chiunque dovesse trovarsi nella necessità di vendere la propria casa “fuorilegge” in base alle nuove regole europee sarà obbligato a rivolgersi a una di queste società che potrà acquistare l’immobile a prezzo stracciato.
Naturalmente mentre i proprietari di casa si indebiteranno, e in molti casi saranno costretti a vendere l’immobile per una frazione del valore di mercato, il sistema finanziario globale sta già preparando una serie di strumenti finanziari che consentiranno di speculare in borsa sui titoli della green economy, ottenendo guadagni stellari e creando le condizioni per una nuova bolla finanziaria.
Insomma dopo la sistematica distruzione delle imprese familiari è ora la proprietà della casa, da sempre principale forma di risparmio e reddito degli italiani, ad essere sotto attacco. D’altrone ce lo avevano anticipato a Davos, non possederemo nulla ma saremo felici.
ARNALDO VITANGELI

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