Proprio la Scienza, eh: quella con l’iniziale maiuscola. Andando contro il parere di gran lunga prevalente fra gli scienziati suoi consiglieri, il direttore dell’OMS, Organizzazione Mondiale per la sanità, ha stabilito che il vaiolo delle scimmie costituisce un’emergenza sanitaria globale. Attualmente sono tali solo il Covid e la polio. In precedenza hanno rappresentato un’emergenza globale malattie come Ebola e Zika.

Tedros Adhanom Ghebreyesus ha proclamato l’emergenza sabato 23. E’ la prima volta che un direttore OMS esercita il potere (che pure teoricamente possiede) di agire contro il parere prevalente. Egli ha anche raccomandato – semplificando – di fronteggiare l’emergenza a base di vaccini. A emergenza proclamata, gli Stati sono tenuti a notificare i casi e le raccomandazioni OMS acquistano più peso.

Guardacaso oggi, lunedì 25, ossia nel giorno lavorativo immediatamente seguente alla proclamazione, l’Unione Europea ha approvato un vaccino specifico contro il vaiolo delle scimmie. E’ esattamente la contromisura che l’OMS suggerisce.

In base alle raccomandazioni di Tedros Adhanom Ghebreyesus, chi esercita professioni sanitarie può arrotolare la manica e prepararsi a riceverlo. Idem omosessuali e bisessuali, che costituiscono il principale gruppo a rischio, nonché immunodepressi, donne incinte e bambini. Ignoto il prezzo che una dose costerà ai contribuenti e alle pubbliche finanze.

Il vaiolo delle scimmie era tipicamente confinato in alcune zone dell’Africa: contagio quasi sempre dovuto al contatto con animali infetti, non necessariamente scimmie. E’ sbarcato in Occidente in maggio, con la particolarità di diffondersi sempre da uomo a uomo e quasi sempre attraverso il contatto sessuale fra maschi omosessuali o bisessuali.

Fino a questo momento, si registrano in tutto il mondo 14.000 casi, di cui appena cinque mortali. A volte si finisce in ospedale: 13% dei casi, secondo uno studio aggiornato a fine giugno. La ragione però non è la gravità in sé delle condizioni generali, ma la necessità di gestire adeguatamente il forte dolore, il più delle volte localizzato nella zona anale e genitale.

Una malattia che si diffonde quasi solo per via sessuale, che non minaccia la generalità delle persone e che, quando colpisce, ben ben di rado si rivela mortale. E’ facilmente comprensibile perché 9 dei 15 esperti e scienziati OMS non volevano dichiarare l’emergenza mondiale. Ghebreyesus ha deciso diversamente in base al fatto che la malattia si estende “rapidamente” (i 14.000 contagi in tre mesi) e con modalità nuove.

Per i Paesi che, come l’Europa e l’Italia, hanno registrato casi di vaiolo delle scimmie, le raccomandazioni OMS riguardano fondamentalmente tracciamento dei contatti, quarantena, vaccinazione di persone a rischio, potenziamento delle capacità di diagnosi in laboratorio e della produzione dei vaccini. Le ultime due sono buone notizie per Big Pharma.

Un paragrafetto è dedicato anche agli animali. Contiene le premesse per adeguarsi in futuro a ciò che già ha detto l’Unione Europea: isolamento (meglio se in laboratorio) e, quando non è possibile, abbattimento degli animali domestici entrati in contatto con i contagiati. Al momento l’OMS segnala la possibilità teorica, finora mai verificatasi, di contagio da uomo ad animale (in Africa accade il contrario) e raccomanda di prestare massima attenzione.

GIULIA BURGAZZI

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