Il prestigioso British Medical Journal (Bmj) lancia una nuova bordata a proposito dei cosiddetti vaccini Covid.

Le autorità sanitarie statunitensi hanno lavorato veloci come la luce per approvarli. Ma sono più lente di un bradipo nel rendere noti i risultati dell’annunciato studio su quattro eventi avversi gravi, dei quali le stesse autorità hanno riconosciuto la potenziale esistenza: infarto miocardico acuto, coagulazione intravascolare disseminata, trombocitopenia immune ed embolia polmonare.

A rilevarlo è appunto la prestigiosa rivista scientifica.

Nel mirino del British Medical Journal c’è in particolare la Food and Drug Administration (Fda). Si occupa di prodotti farmaceutici, alimentari e  in qualche modo rappresenta un punto di riferimento per l’intero Occidente.

L’articolo del Bmj è uscito pochi giorni fa. Il titolo in traduzione suona: “L’Fda sollecitata a pubblicare studi di follow-up sui segnali di sicurezza del vaccino Covid-19”. La firma è di Maryanne Demasi, una giornalista investigativa: non una ricercatrice. Del resto, non si tratta di uno studio sugli eventi avversi. Si tratta invece di un attento spulciamento di carte relativo a promesse non mantenute, o almeno: finora non mantenute.

Il Bmj è una delle riviste di medicina generale più antiche del mondo, nonché una delle quattro giudicate più autorevoli nel settore. A proposito di vaccini Covid, ha sollevato da tempo il problema degli inaccessibili dati grezzi relativi alla sperimentazione, chiedendo – per ora invano – di renderli pubblici. Circa un anno fa un suo scoop ha reso noto al mondo il clima sostanzialmente caotico nel quale sono stati eseguiti i test sui vaccini Covid: gli effetti avversi venivano seguiti con lentezza e non era adeguatamente assicurato che fosse seguito il metodo del cosiddetto doppio cieco,  ritenuto in medicina indispensabile per valutare nel modo corretto i risultati.

E adesso gli effetti avversi gravi. Come ricostruisce il Bmj, nel luglio 2021 la Fda ha reso noto senza troppo chiasso il potenziale aumento di infarto miocardico acuto, coagulazione intravascolare disseminata, trombocitopenia immune ed embolia polmonare negli anziani sottoposti a vaccinazione Covid.

Sempre nella ricostruzione del Bmj, la Fda non ha fornito dettagli sull’entità dell’aumento del rischio potenziale. Ha invece pubblicato un documento relativo alla pianificazione di uno studio in proposito e ha promesso che avrebbe diffuso aggiornamenti e informazioni non appena disponibili.

Di questo, ancora non c’è traccia. Il Bmj chiede che i dati vengano resi noti al più presto. E sarebbe importante averli. Come ricorda ancora il Bmj, un gruppo di medici guidato da Joseph Fraiman ha effettuato e pubblicato una re-analisi degli studi clinici sui vaccini Covid condotti da Pfizer e Moderna. La re-analisi ha concluso che questi preparati sono associati a un evento avverso grave aggiuntivo per ogni 800 persone vaccinate. Per gli altri vaccini, in linea generale, il dato è pari a uno o due per milione.

GIULIA BURGAZZI

 

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