Tu ci chiudi tu ci paghi è uno slogan corretto.
Ma non dimentichiamoci che questo governo è espressione delle politiche europeiste. Sono le politiche europeiste che non consentono di risolvere il problema che abbiamo oggi in maniera adeguata e persino ovvia.
Sono le politiche europee che non consentono di erogare denaro sufficiente oggi.
Il #governo semplicemente esegue seguendo queste regole e utilizzando male le poche risorse a disposizione. Sono però i meccanismi economici europei che stabiliscono il tutto. Che stabiliscono le regole del gioco.
La moneta è ossigeno per uno stato. Consegnare la propria #sovranità #monetaria all’estero e ai privati toglie ossigeno allo stato.
Non è quindi solo questo governo il problema. Ma un intero sistema che non può più reggere.
Scendere in piazza contro le misure liberticide che ammazzano l’economia italiana è giusto e sacrosanto.
Ma è opportuno scendere in piazza anche con la consapevolezza che sono le politiche monetarie dell’Eurozona che stanno producendo tutti questo.
E in parlamento maggioranza e opposizione abbracciano entrambe queste politiche.
Non sarà quindi certo un cambio di governo, un “tutti a casa” a cambiare le cose ma un cambio di sistema radicale e definitivo.
Mettere in discussione il sistema Euro oggi è diventato urgente per la stragrande maggioranza dei cittadini.
Perchè se è vero che il governo in questi mesi invece di costruire terapie intensive sufficienti, ha buttato i soldi per monopattini e banchi a rotelle è anche vero che è proprio stando dentro il sistema euro che l’Italia è alla rovina, con la coperta corta e non può trovare oggi soluzioni realmente soddisfacenti.
È giusto scendere in piazza per urlare 10, 100, 1000, “tu ci chiudi tu ci paghi” ma tenendo bene a mente il contesto politico europeo di partenza che ha generato questo grave disagio e questo impedimento.
Governo e Regioni sono diretta espressione colpevole di questa volontà politica.
Le piazze di questi giorni non hanno colore politico e sono un segnale autoprodotto e spontaneo.
Ma è pur vero che in queste piazze qualcuno al megafono ci parla. E parlando sta di fatto facendo politica.
E allora si sentono troppi capipopolo timidi nell’andare a fondo in questa analisi. Non basta protestare fermandosi solo al primo livello delle responsabilità. Sarebbe una protesta miope. È opportuno andare a fondo e individuare i responsabili primi di questo disastro economico: prima l’europa delle banche e poi politici italiani conniventi.
È verso le forze politiche extra-parlamentari democratiche che il popolo deve rivolgersi con fiducia per ottenere le risposte che sta cercando oggi.
Come Vox Italia che scende in piazza accanto ai cittadini e che ha una proposta politica limpida di fronte a questi avvenimenti, già formata in precedenza.
Solo con questa consapevolezza si possono porre le basi solide per il riscatto definitivo del popolo italiano e dell’Italia intera.
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