Quest’inverno in Europa il freddo farà più morti della guerra, a causa dell’alto prezzo dell’energia e della conseguente tendenza ad usare di meno il riscaldamento. Ucraina a parte, il maggior numero di morti si registrerà verosimilmente in Italia.

Lo dice The Economist, nientepopodimeno: la prestigiosa Bibbia del pensiero economico globalista e liberista.

La proiezione degli effetti del caro energia sulla mortalità europea è un capitolo a sé della storia di copertina dell’Economist di questa settimana, dedicata alla crisi energetica innescata in Europa dalla guerra e dalle sanzioni contro la Russia.

Il grande titolo che sormonta l’algida silhouette del Vecchio Continente recita semplicemente: Congelati. Sommario: Come il mondo sta lasciando indietro l’Europa. Secondo l’Economist la crisi in Europa non finirà tanto presto.

In traduzione:

L’Europa fronteggia una crisi energetica e geopolitica che metterà in pericolo la sua posizione globale.

The Economist dedica un servizio, collegato alla storia di copertina, ai risultati offerti da un modello matematico messo a punto per stimare l’eccesso di mortalità in Europa nel prossimo inverno, a causa all’alto prezzo dell’energia.

Durante i mesi freddi, precisa The Economist, in media la mortalità in Europa supera del 21% quella estiva, che già è particolarmente alta a causa delle ondate di caldo. Le prime vittime sono i vecchi. Si muore di più nei Paesi del Sud che in quelli del Nord, meglio attrezzati per fronteggiare la situazione. Il numero dei morti di quest’anno dipenderà anche dal meteo, dall’evoluzione del prezzo dell’energia, dalle caratteristiche dell’influenza stagionale… Tutti elementi che non si possono stimare in anticipo.

Resta il fatto che in Europa i prezzi del gas e dell’elettricità per il consumo domestico sono ora più alti del 144%  e del 78% rispetto al periodo 2000-2019. In Italia, in particolare, l’elettricità è aumentata all’incirca del 200% rispetto al 2020. Gli aumenti superano enormemente quelli che si sono verificati in precedenza, e che non hanno lasciato tracce particolarmente evidenti sull’andamento della mortalità.

Date le bollette, la gente tenderà ad abbassare i termosifoni. Visto che il freddo nuoce gravemente alla salute, secondo il modello matematico dell’Economist se l’inverno sarà molto mite nell’intera Europa – dall’Atlantico al confine russo – ci saranno 32.000 morti in più rispetto alla media storica. Se invece farà molto freddo, i morti in eccesso potrebbero salire fino a 350.000. Il numero maggiore sarà in Ucraina, prevede l’Economist.

Il settimanale stima che finora siano morti in guerra 25.000-30.000 soldati russi ed altrettanti soldati ucraini. Dunque i morti di freddo saranno presumibilmente più numerosi dei morti in guerra.

Restringendo il campo dell’applicazione del modello matematico alla sola Unione europea, escludendo Malta e aggiungendo invece Svizzera, Gran Bretagna e Norvegia, i risultati sono diversi. I morti di freddo saranno 79.000 in caso di inverno mite (2,7% in più della media) e 185.000 in caso di inverno freddo: il 6% in più della media.

In questo scenario più circoscritto spicca il caso dell’Italia. Non solo aumenti record delle bollette (il +200% dell’elettricità), ma anche una popolazione con un’alta età media. Dunque secondo il modello dell’Economist l’Italia avrà il maggior numero di morti in eccesso.

The Economist non scrive quanti italiani moriranno di freddo. Pubblica però un grafico che assegna all’Italia un eccesso di morti pari a 265-320 per milione di abitanti e per ogni settimana dell’inverno. I due numeri si riferiscono, rispettivamente, alle temperature eccezionalmente miti ed eccezionalmente basse.

Per fare un confronto, al secondo posto nella classifica della più alta mortalità attesa per il prossimo inverno c’è la Germania. Un eccesso di morti pari a 205-260 per milione e per settimana. Ovvero, lo scenario più nero per la Germania è migliore dello scenario più roseo per l’Italia.

GIULIA BURGAZZI