Il filosofo Diego Fusaro, sulla scia del pensiero di Platone, Adorno e Debord, sottolinea l'illogicità di quei personaggi che pensano di poter cambiare il sistema su gentile concessione della classe dominante che comanda proprio perché controlla il circuito giornalistico: "Con costoro, per dirla con Preve, provare a ragionare è una perdita di tempo"

Il filosofo Diego Fusaro ha recentemente affrontato il tema della visibilità mediatica come strumento di controllo e manipolazione nella società contemporanea. Richiamando il pensiero di Platone, Adorno e Debord, Fusaro critica coloro che credono di poter cambiare il sistema attraverso il consenso della classe dominante, la quale gestisce il circuito informativo. Secondo Fusaro, tali tentativi sono destinati a fallire, poiché si basano sull'illusione di una partecipazione autentica in un contesto dove la verità è spesso sostituita dall'apparenza.
Fusaro sottolinea come la figura del sofista, descritta da Platone, rappresenti l'archetipo di coloro che manipolano la verità per ottenere visibilità e consenso. Nella sua analisi, il sofista è colui che, nascosto dietro le apparenze, riesce a convincere le masse di realtà che non esistono. Questo meccanismo di persuasione è oggi amplificato dai media, che, anziché informare, producono spettacolo e distrazione, mantenendo il pubblico in uno stato di passività. La critica di Fusaro si estende a un'industria culturale che, secondo Adorno, promuove una forma di totalitarismo invisibile, in cui il consenso è ottenuto attraverso la manipolazione e l'intrattenimento.
Nel contesto attuale, dove la comunicazione è dominata da grandi gruppi editoriali, Fusaro avverte che la lotta per il cambiamento non può passare attraverso la ricerca di visibilità all'interno di questo sistema. La vera sfida, sostiene, è quella di riconoscere e rifiutare le catene della sofistica moderna, che ci spingono ad accettare la realtà così come ci viene presentata, senza mai mettere in discussione le strutture di potere sottese. La sua posizione invita a una riflessione critica su come l'informazione e la cultura possano essere utilizzate come strumenti di liberazione o di oppressione.
In definitiva, la visione di Fusaro rappresenta un invito a prendere consapevolezza dei meccanismi di manipolazione mediatica e a sviluppare un pensiero critico che possa andare oltre le apparenze. Solo attraverso una comprensione profonda della realtà e delle sue dinamiche è possibile sperare in un reale cambiamento sociale, lontano dalle illusioni create dalla società dello spettacolo.
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